Il Tirreno

Prato

La gioia di studenti e insegnanti: finalmente si ritorna sui banchi

maria lardara
La gioia di studenti e insegnanti: finalmente si ritorna sui banchi

Sono arrivate all’ultimo momento le mascherine della presidenza del Consiglio Didattica a distanza per 13 classi del liceo Livi. Centinaia di cattedre da assegnare 

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Habemus mascherine, quelle arrivate da Roma. I dirigenti scolastici non ci speravano, le famiglie nemmeno. Nelle stanze delle presidenze sono ammassati scatoloni con ventimila presidi medici imbustati con tanto di logo della presidenza del consiglio dei ministri. Ieri mattina la preside Elisabetta Corvino ha fatto personalmente il giro nelle classi e nei plessi per consegnare le bustine da cinque ai bambini e ai ragazzi delle Don Milani. Dove il silenzio che durava dal 5 marzo si è interrotto con la prima campanella delle 8. Tra paure e voglia di tornare in aula la scuola riparte, anche a Prato.

«Due date entrano nella storia di questo 2020 segnato dal Covid – sottolinea il presidente della Provincia Francesco Puggelli – Quando hanno riaperto le città e quando hanno riaperto le scuole. Il 14 settembre rappresenta il banco di prova di tutti noi per i mesi di duro lavoro che insieme abbiamo svolto per arrivare fino a qui». Fa effetto rientrare ai piccoli della materna accolti dalle maestre vestite come quelli del Ris (camice e visiera), sorridono i bimbi di prima elementare disposti in fila indiana per fare ingresso con la mascherina. Per le quattro prime delle Guasti i cancelli si aprono alle 8.30. I genitori li salutano, molti si commuovono. Ma ovunque è una festa. Dagli striscioni di benvenuto alle lavagne con un bel “finalmente insieme” scritto a gessetto all’istituto Convenevole dove l’accoglienza per i bimbi di prima è stata a suon di musica. I genitori piangono, ovunque è tutto un risuonare di applausi dal sapore quasi catartico.

Certo, non sarà una passeggiata. Ai cancelli niente assembramenti di genitori, qualche riferimento ai rigidi protocolli antiCovid per il rientro sui banchi. Sempre alle Guasti, in una classe, è stato richiesto un cambio di grembiule al giorno mentre alla scuola dell’infanzia del comprensivo Margherita Hack (Montemurlo) una mezz’ora è stata dedicata al cambio scarpe per motivi igienici. Studenti ben distanziati e… informati: ai cancelli del liceo Rodari gli studenti hanno ricevuto le copie del Tirreno in distribuzione gratuita.

Mascherine razionate. Al liceo Livi-Brunelleschi diecimila mascherine erano arrivate due settimane fa, altre diecimila sabato scorso. Per quanto siano state raccomandate quelle chirurgiche dal Comitato tecnico e scientifico, molti ragazzi delle superiori indossavano la mascherina di comunità. Un genitore ha lamentato la mancata distribuzione al Dagomari. «Avevano detto che ci avrebbe pensato la scuola a fornire le chirurgiche. Anche se siamo al primo giorno, non sono state date. Lo trovo uno spreco allucinante. Oltretutto, se la devono tenere fissa quando sono seduti ogni quattro ore la mascherina andrebbe cambiata».

Dad e Tpl. «È il turno della ILL. Se ci siete, venite con me dentro. La preside vi spiegherà tutto». L’orologio segna le 10.37. Venticinque ragazzi radunati sul marciapiede di via Marini varca la soglia del liceo Livi, convocati dalla docente. Per loro il primo giorno di scuola è durato due ore e mezzo. Su 84 classi, 13 faranno didattica a distanza (Dad). Probabile che per tre classi si possa recuperare l’attività scolastica in presenza. Il problema è l’assenza di cinque alunni che non si sono visti a scuola. «I cinesi non c’entrano, sono alunni a rischio di abbandono o che magari vogliono cambiare istituto – spiega la preside Mariagrazia Ciambellotti – Il tasso di dispersione scolastica è sempre stato alto a Prato». Sul fronte del trasporto scolastico, i bus hanno viaggiato regolarmente. Una criticità al Gramsci-Keynes è data dall’arrivo degli studenti provenienti da fuori provincia (una quindicina), a causa di orari troppo anticipati delle corse. «Per loro – racconta il preside Stefano Pollini – abbiamo allestito una sala d’attesa in biblioteca in attesa della campanella per entrare in aula».

Le cattedre. Non ancora completo il puzzle delle nomine dei supplenti annuali. Ieri l’ufficio scolastico ha assegnato i posti nel sostegno ma mancano all’appello ancora centinaia di docenti. Il quadro dell’organico dovrebbe completarsi entro la settimana, motivo per cui l’orario provvisorio andrà avanti per qualche giorno in diversi istituti superiori. —

maria lardara

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