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Morì dopo essere stato allontanato dal pronto soccorso: alla sbarra due ex vigilanti
Le guardie giurate in servizio all'ospedale Santo Stefano sono accusate di omicidio preterintenzionale: sarà una battaglia di perizie mediche
PRATO. Un brutale pestaggio o le conseguenze di una brutta malattia? Sarà il giudice dell'udienza preliminare Francesco Pallini a tentare di sbrogliare la matassa della morte di Massimo Statunato, 60 anni, deceduto nell'ottobre del 2018, un anno dopo aver perso l'uso delle gambe in seguito a un episodio ancora tutto da chiarire avvenuto la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2017 davanti al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano. Per la sua morte sono accusati di omicidio preterintenzionale due ex guardie giurate in servizio di vigilanza all'ospedale, Andrea Priolo e Simone Pagliantini, all'epoca dipendenti della Securitas Metronotte.
La Procura, rappresentata oggi 9 settembre in aula da Valentina Cosci, è convinta di aver raccolto elementi che dimostrano come Statunato sia stato picchiato dai due vigilanti, che invece si dichiarano innocenti e tramite i loro avvocati difensori Giuseppe Nicolosi e Antonio Cozza hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato allo stato degli atti. I familiari di Statunato, rappresentati dall'avvocato Manuele Ciappi, si sono costituiti parte civile.
Come si diceva, il fatto risale alla notte tra il 2 e il 3 ottobre 2017. Quella sera Massimo Statunato, in precarie condizioni fisiche, si era presentato al pronto soccorso accusando un forte dolore rachido-cervicale. Chiedeva un antidolorifico per alleviare la sofferenza. La dottoressa di turno gli disse che aveva pazienti più urgenti da trattare e che doveva aspettare. Statunato avrebbe insistito e i due vigilanti lo avrebbero fatto sedere con una manovra che successivamente la stessa dottoressa ha definito abbastanza energica. Ma fin qui non era successo ancora niente.
La situazione precipitò quando Statunato chiese nuovamente di essere visitato e fu allontanato dai due vigilanti. Non ci sono testimoni di quello che è accaduto. Sta di fatto che il sessantenne fu trovato dolorante in un corridoio (quando la dottoressa lo vide disse ai vigilanti "Che cosa avete fatto?" ma lei stessa non ha visto niente) e in seguito ha perso l'uso delle gambe. Un anno dopo, nell'ottobre 2018, è morto.
I due vigilanti sono stati subito indagati per lesioni gravi e in seguito alla morte del sessantenne l'accusa è diventata quella di omicidio preterintenzionale. Una prima consulenza affidata dal pubblico ministero alla dottoressa Focardi aveva escluso la responsabilità delle guardie giurate parlando di lesioni compatibili con una caduta su una superficie piana, mentre la consulenza affidata dal gip al professor Fineschi ha messo in relazione le lesioni con un pestaggio. Oggi gli avvocati difensori hanno depositato una consulenza del medico legale Brunero Begliomini che confuta le conclusioni del professor Fineschi.
Il processo si giocherà su queste carte e il giudice dovrà stabilire se davvero Statunato fu picchiato nell'anticamera del pronto soccorso; in caso affermativo se dalle lesioni è derivata la tetraplegia e in caso ancora affermativo se dalla tetraplegia è poi derivata la morte. Un caso certamente molto complicato, che verrà discusso all'udienza del 24 marzo, con sentenza attesa per il 7 aprile.
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