Il Tirreno

Prato

Riaprono nidi e materne con la “bolla”: sezioni separate per evitare il contagio

di Maria Lardara
Il sindaco Matteo Biffoni (al centro) alla presentazione della riapertura di nidi e materne (foto Batavia)
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Il sindaco Matteo Biffoni (al centro) alla presentazione della riapertura di nidi e materne (foto Batavia)

Il sindaco Biffoni: "Era l’ora". Mense comunali al via dal 14, per quelle delle scuole statali bisognerà aspettare i primi di ottobre

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PRATO. Le chiamano “sezioni bolla”. Come dentro una magica bolla di sapone, tutti giocheranno e staranno insieme. Stessi bimbi, stessi educatori, stessi ausiliari. Ma non è un gioco, è bensì è l’organizzazione antiCovid che si è data il Comune per nove nidi e sei materne comunali in vista della ripartenza di domani. Per le materne statali fa fede invece il calendario regionale del 14 settembre. Ma un “antipasto” dell’anno scolastico sarà servito da domani, quando torneranno a giocare 475 bimbi della materna, 353 piccoli dei nidi, mentre per 120 bimbi dei centri Giocacipì bisognerà aspettare agli inizi di ottobre. Come bisognerà aspettare agli inizi di ottobre per l’avvio della mensa nelle scuole statali (alla materna comunale prenderà il via 14), un ritardo che non è legato alla situazione sanitaria e non dipende dalle inadempienze del Comune. «Per la verità eravamo pronti a partire il 21 settembre ma negli istituti comprensivi non è ancora definito l’organico – sottolinea l’assessora alla pubblica istruzione Ilaria Santi – e molte cattedre sono scoperte per il tempo pieno». Sarà una partenza in ordine sparso: nelle pieghe dell’autonomia scolastica, ogni istituto può infatti decidere di fissare una data propria per la mensa. L’importante è tornare in classe. Il sindaco Matteo Biffoni quasi si emoziona in conferenza stampa. «Era l’ora. Non tiene una società senza la scuola, è l’essenza di una comunità. Il prossimo che dice “ma la scuola serve ai genitori” – scherza il sindaco – gli do una capocciata. Ho sempre pensato si potesse riaprire prima ma ormai è andata. Riaprire le scuole richiede una straordinaria assunzione di responsabilità verso la società tutta. Ripartire dai nidi e dai servizi per l’infanzia è la grande sfida».

Come funziona. La capienza delle strutture comunali sarà quella di sempre. La novità principale è quella delle “sezioni bolla” con gli stessi gruppi di cinque alunni per volta che entreranno ogni venti minuti secondo orari concordati, in modo da evitare assembramenti. I bimbi faranno ingresso in una zona filtro prima di essere affidati agli insegnanti mentre gli adulti accompagnatori saranno tracciati firmando moduli in entrata e uscita. «Le famiglie hanno sottoscritto un patto di corresponsabilità con il Comune, impegnandosi a rispettare tutti i protocolli di sicurezza – racconta Santi – Tutto il materiale per i genitori sarà tradotto in varie lingue». Come in una bolla, in ogni sezione non potrà entrare nessuno oltre alle educatrici e agli ausiliari (i custodi): a tal proposito per il personale ausiliario, reclutato dal Comune attraverso le cooperative, è stato chiesto un monte ore aggiuntivo del 50%. Ai nidi il rapporto fra educatore e bimbo è 1 a 6, 1 a 7 e 1 a 10 in funzione dell’età. «C’è stato un momento in cui su nidi e materne a livello nazionale abbiamo assistito a un blackout – ammette Santi – Cosa che non è avvenuta a Prato grazie all’ottimo lavoro degli uffici della pubblica istruzione». L’assessora ricorda anche la delibera di un milione e 250mila euro per aiutare la rete dei 34 nidi privati convenzionati, alcuni dei quali hanno ripreso l’attività martedì 1° settembre.

La mensa. Niente monoporzioni che inquinano l’ambiente e non rappresentano una misura anticontagio, come stabilito anche dal Cts. Di fatto poco e nulla cambierà nell’organizzazione della mensa, che partirà subito per i nidi comunali, il 14 per le materne comunali e per le statali agli inizi di ottobre. Undicimila i pasti che saranno erogati dall’azienda Camst che gestisce la refezione scolastica per il Comune, di cui 966 pasti speciali. Quest’anno la mensa costerà al Comune il 30% in più la necessità di aumentare il numero delle sporzionatrici. «Ma questo – assicura il dirigente Massimo Nutini – non comporterà un aumento delle tariffe per le famiglie che resteranno invariate». Nelle materne e nidi del Comune i bimbi mangeranno in classe: a consumare prima i pasti saranno i piccoli che verranno imboccati dagli educatori sempre muniti di mascherina.

In caso di contagio. Nei nidi e materne comunali verrà misurata la temperatura, anche se non è previsto dalle linee guida nazionali. In caso di febbre, il bimbo verrà trasferito in un’aula Covid e sarà immediatamente avvertita la famiglia che dovrà essere rimandata all’eventuale tampone dal pediatra. In caso di positività al coronavirus, scatterà la quarantena per tutta la sezione bolla: per questo motivo, in ogni struttura è stato nominato un referente Covid che collaborerà con il dipartimento prevenzione dell’Asl per le indagini epidemiologiche.

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