Il presidio
Il Comune avverte le famiglie cinesi: "La scuola è un diritto ma anche un obbligo"
Prato, gli assessori Santi e Mangani mettono le mani avanti per convincere gli orientali a fidarsi delle misure di sicurezza predisposte negli istituti cittadini
PRATO. Alla vigilia della riapertura di asili nido e scuole materne comunali e a sei giorni dalla riapertura di tutte le altre scuole il Comune di Prato mette le mani avanti e lancia un messaggio soprattutto alla comunità cinese: la scuola non è solo un diritto, ma è anche un obbligo per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni. Il messaggio è rivolto soprattutto alla comunità cinese perché negli ultimi giorni si è capito che molte famiglie orientali non si fidano delle misure di sicurezza approntate dalle autorità italiane e avrebbero l'intenzione di tenere i figli a casa. Lo si è già visto lo scorso 1° settembre, quando hanno aperto i nidi e le materne convenzionate.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.39258413:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2020/09/02/news/le-maestre-riabbracciano-i-bambini-ma-i-cinesi-per-ora-tengono-i-figli-a-casa-1.39258413]]
"La scuola è un pilastro fondamentale della crescita di ogni individuo, della formazione dei cittadini e della coesione sociale. L'istruzione è un diritto e un dovere". Lo ricordano l'assessore alla Pubblica Istruzione Ilaria Santi e l'assessore alla Cittadinanza Simone Mangani. "La sospensione delle lezioni in presenza a causa dell'emergenza sanitaria è stata una delle conseguenze più dolorose del Covid, anche se in quel momento necessaria. Ora i bambini e ragazzi torneranno in classe, in piena sicurezza - spiegano gli assessori - Da mesi si sta lavorando per questo risultato e nei prossimi giorni le scuole saranno pronte ad accogliere tutti gli studenti della nostra città per garantire a tutti il diritto all'istruzione. Un diritto che, ricordiamo, dai 6 ai 16 anni è un obbligo previsto dalla legge".
Al momento non risultano agli istituti scolastici particolari problemi di frequenza, ma in attesa del suono della prima campanella sono stati attivati tutti i canali informativi anche per le comunità di origine straniera. In particolare l'ufficio immigrazione invierà su Wechat una comunicazione per ribadire quanto previsto in Italia sull'obbligo scolastico e quali sono le regole per stare a scuola in sicurezza.
Il messaggio sarà inviato sulla piattaforma Wechat perché è di questi giorni un sondaggio a carattere nazionale sulla comunità cinese secondo il quale la stragrande maggioranza delle famiglie orientali non vorrebbero rimandare i figli a scuola, compresa la scuola dell'obbligo.
"Sulla frequenza faremo un punto della situazione con i dirigenti dopo la prima settimana di scuola e, successivamente, alla fine del mese di settembre - spiegano gli assessori - Inoltre il Comune ha già attivato uno sportello di mediazione linguistica telefonico, disponibile tutti i giorni, per contattare le famiglie che eventualmente non si presenteranno a scuola e per dare informazioni su come andare a scuola in sicurezza. Nessun bambino resterà indietro, l'istruzione, in sicurezza, sarà garantita a tutti".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
