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Prato

L’epidemia 

Covid, tre nuovi casi dopo l’impennata Sono giovani stranieri

Covid, tre nuovi casi dopo l’impennata Sono giovani stranieri

Segnalati i primi due contagiati nella comunità cinese Positivo anche un impiegato del cimitero di Chiesanuova

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prato

Tre nuovi casi di positività al coronavirus in provincia di Prato vengono segnalati nel bollettino quotidiano della Regione sull'epidemia. Si tratta di tre persone di nazionalità straniera (non cinesi), con un'età media di 36 anni (il più giovane ha 26 anni). Il totale dei contagiati sale dunque a 671 mentre quello delle vittime resta fermo a 52 (un morto in Toscana nelle ultime 24 ore, un novantenne di Livorno). Domenica c'era stato un aumento di 14 casi, ieri è stato fatto un numero inferiore di tamponi. In Toscana sono 12.499 i casi di positività al coronavirus, 85 in più rispetto a ieri (27 identificati in corso di tracciamento e 58 da attività di screening). I nuovi casi sono lo 0,7% in più rispetto al totale del giorno precedente. L'età media degli 85 casi odierni è di 41 anni circa (il 28% ha meno di 26 anni, il 18% tra 26 e 40 anni, il 40% tra 41 e 65 anni, il 14% ha più di 65 anni) e, per quanto riguarda gli stati clinici, il 77% è risultato asintomatico, il 16% pauci-sintomatico, l’8% lieve. Delle 85 positività odierne, 13 casi sono ricollegabili a rientri dall'estero.

Un impiegato che lavora negli uffici del cimitero di Chiesanuova è risultato positivo al Covid e per questo il Comune ha deciso di ridurre per il momento l'orario di apertura dell'ufficio, che dunque sarà aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18. Tutti i colleghi dell’impiegato sono stati messi in quarantena.

Intanto ci sono anche due cinesi di 26 e 34 anni tra le 14 persone residenti in provincia di Prato che sono risultate positive al coronavirus nel bollettino della Regione di domenica. Si tratta di una giovane donna ora ricoverata nel reparto Covid del Santo Stefano e di un suo connazionale. A sei mesi dall'inizio dell'epidemia, è la prima volta che nelle statistiche ufficiali finiscono due cittadini di origine cinese tra i contagiati.

Era l'anomalia più evidente nei numeri del Covid-19. A cavallo tra febbraio e marzo molti avevano temuto che il virus, scoperto per la prima volta in Cina, sarebbe arrivato a Prato grazie al rientro dei tanti orientali che erano tornati in madrepatria per festeggiare il Capodanno cinese. In realtà andò in una maniera completamente diversa e il primo caso registrato a Prato è stato lo scorso 2 marzo quello di una pratese ora residente a Firenze che era stata contagiata dopo un periodo passato a Bergamo. La comunità cinese si è contraddistinta per la prudenza con la quale ha affrontato l'epidemia, in particolare per la quarantena e l'isolamento domiciliare che si è imposto ben prima che le autorità italiane lo rendessero obbligatorio. —

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