Il Tirreno

Prato

Nove mesi per radere al suolo il vecchio ospedale

di Paolo Nencioni
Il sindaco Matteo Biffoni e l'ingegner Gavazzi davanti al vecchio ospedale (foto Batavia)
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Il sindaco Matteo Biffoni e l'ingegner Gavazzi davanti al vecchio ospedale (foto Batavia)

Procedono i lavori di preparazione alla demolizione: al suo posto il Parco Urbano, ma una volta abbattuto rimarranno 9.000 metri quadri edificabili

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PRATO. Ci vorranno nove mesi, come il tempo di gestazione di un bambino, per la demolizione del vecchio ospedale "Misericordia e Dolce". Dunque in teoria agli inizi di giugno l'edificio che ancora svetta accanto alle mura sarà completamente raso al suolo, salvo intoppi nei lavori.

Il punto sulla demolizione dell'ex ospedale è stato fatto stamattina, 4 settembre, durante un sopralluogo cui hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni, il vice Luigi Biancalani e Pierangelo Donzelli, fondatore e patron della società Daf di Milano che al termine di uno sfiancante iter fatto di ricorsi e controricorsi si è aggiudicato l'appalto da 3,6 milioni di euro. Ma per esserne sicuri bisognerà aspettare il 17 settembre, quando il Tar della Toscana dirà l'ultima parola sull'ultimo ricorso.

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Intanto da qualche giorno il cantiere è stato consegnato e i lavori sono iniziati. Stanno facendo quello che chiamano "strip out", cioè la rimozione di tutti gli elementi estranei alle strutture murarie, infissi, impianti a vista, sanitari, pavimenti sintetici. Nel frattempo si occupano dell'amianto, presente in forma compatta sul tetto e in forma friabile in circa tre chilometri lineari di condutture. Quando sarà recuperato, verrà inviato a un impianto di smaltimento in Germania.

Ci sono già una ventina di operai e saranno più di trenta a regime. Mercoledì arriverà la prima grande ruspa, poi tornerà anche la "maxi-pinza" che è stata a lungo parcheggiata qui e poi, durante la chiusura provocata dall'epidemia, è tornata a Milano. Riportarla indietro non è semplicissimo, servono una serie di permessi per il trasporto eccezionale, ma comunque tornerà.

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Quando saranno tolti gli infissi, l'amianto e tutto ciò che non è muro non c'è da aspettarsi una spettacolare esplosione come quelle che eravamo abituati a vedere in passato in occasione dell'abbattimento di grandi edifici. Non sarebbe stato comunque possibile per la vicinanza ad altri immobili anche molto antichi. Dunque il Misericordia e Dolce verrà abbattuto pezzo per pezzo, per far posto al Parco urbano i cui lavori presumibilmente non potranno iniziare prima che l'altro cantiere sia esaurito.

Il progetto prevede che sul lato posteriore del vecchio ospedale rimanga una zona dove si potrà costruire: fino a 9.000 metri quadri di residenziale o commerciale, o più probabilmente misto. Sarà l'Asl Toscana Centro a decidere come, l'autorizzazione c'è già e gli eventuali appartamenti che dovessero spuntare sarebbero certamente molto pregiati, con vista sul Parco urbano. Della parte sanitaria invece rimarrà la palazzina delle cure intermedie (44 posti letto), gli ambulatori di allergologia e dermatologia e alcuni uffici amministrativi.

C'è anche l'idea di aprire una sorta di "finestra" sul lato dei giardini di Sant'Orsola per consentire a tutti di vedere l'avanzamento dei lavori di demolizione. Un'iniziativa che farebbe la felicità degli "umarell", i pensionati che passano le mattinate a osservare i cantieri.

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