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Largo Carducci in un giorno di festa
L’immagine risalente agli anni Sessanta ci riporta ai tempi in cui piazza Duomo era il fulcro della vita cittadina
prato
Oggi in regalo col Tirreno la quindicesima foto de “La vecchia Prato” (il vigile che fa la multa a una Seicento in via Garibaldi). Domani sarà la volta dell’ultima immagine, scattata negli anni Sessanta. La foto di Ranfagni rappresenta uno spaccato di largo Carducci e di piazza del Duomo. Sicuramente siamo d’inverno, lo possiamo notare dal fatto che tutte le persone fotografate sono con il cappotto. Doveva essere un giorno di festa con madri e figlie in attesa, donne che si muovevano velocemente e rispetto all’odierna piazza del Duomo le macchine potevano circolare. E pensare che adesso dove c’è il pilomat una volta si trovava la vecchia fontana opera di Ferdinando Tacca, demolita nella seconda metà dell’Ottocento per essere sostituita dalla “fontana del Pescatorello” su progetto di Mariano Falcini e scolpita da Emanuele Caroni e Ulisse Cambi. Se vogliamo la posizione precedente proprio davanti alla cattedrale e posta tra largo Carducci e la piazza era defilata e laterale, sulla testa del largo Carducci in modo tale da rendere libera completamente Piazza Duomo, amplificandone il ruolo di spazio pubblico e allo stesso tempo qualificando largo Carducci, che si configurava come una piazzetta della piazzetta dei Salci. Inutile dire che gli eredi del Rinascimento come Ferdinando Tacca avessero un istinto infallibile per l’efficacia degli spazi pubblici, che ai tempi del buon architetto neoclassico di Campi Bisenzio si era ormai perso, senza che attualmente si sia minimamente recuperato. Ma Largo Carducci è sempre stato il punto di passaggio per i grandi eventi. Dal corteggio storico, all’ostensione della Sacra Cintola, a tante iniziative politiche e sociali della città ma anche concerti e ricordiamo con tante presenze le visite di Papa Francesco e di Papa Giovanni Paolo II. Negli anni il Largo ha cambiato faccia e soprattutto i negozi si sono succeduti in maniera diversa. Prima era fermata dell’autobus e poi si è trasformata in fermata per i taxi. Dall’insegna ben chiara sopra a dove c’è ora il bar c’era un dentista «Il Magni era sopra la Farmacia Pittei; sopra la Nera c’era il dottor Gianni – sottolinea Urano Corsi – Sopra la calzoleria di Fruzzi (l’Abati) c’era il Meggiboschi. In via de Calessi (Carraia) c’era il Tendi». Un’altra Prato che stava ricostruendosi e soprattutto viveva quel luogo come passaggio fondamentale per andare in via Muzzi o in via Guizzelmi o attraverso via S. Michele andare alla Misericordia o in via Convenevole. Dalla foto si risale che in quel periodo c’era la festa delle violette e un incontro di boxe col pugile Bruno Santini. «Negli anni ’60 Santini combattè al Politeama e conquistò il titolo italiano pesi medi davanti a un pubblico incredibile. Fu una delle prime sfide di boxe all’interno di un teatro e molto probabilmente, visto che era nel periodo invernale, il cartellone era proprio di quel periodo». —
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