Il Tirreno

Prato

Le Guzzi della polizia stradale negli anni Cinquanta

di Vezio Trifoni
La moto Guzzi all'incrocio tra via Fra' Bartolomeo e via Valentini negli anni Cinquanta (archivio Ranfagni)
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La moto Guzzi all'incrocio tra via Fra' Bartolomeo e via Valentini negli anni Cinquanta (archivio Ranfagni)

Dopo la foto dell'Emporio Lavarini, in regalo col Tirreno la quattordicesima foto dell'archivio Ranfagni

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PRATO. Oggi, 1° settembre, in regalo col Tirreno viene distribuita la foto dell’Emporio Lavarini, mentre domani sarà la volta della foto dei motociclisti in via Fra’ Bartolomeo. La passione per le moto è sempre stata forte a Prato e nei giovani. La foto di Ranfagni fa vedere durante gli anni ’50 alcuni motociclisti intenti a mettere a punto la propria motocicletta. Presumibilmente siamo in quello che è adesso l'incrocio tra via Fra’ Bartolomeo e via Valentini. In quel periodo fra le moto andava molto la Guzzi il Falcone 500, in servizio con la stradale per circa quattro lustri, negli anni Cinquanta e Sessanta. Proprio in quel periodo, e con il gioiello della marca di Mandello del Lario, le pattuglie della Stradale, composte da due motociclisti, hanno cominciato ad essere viste come una presenza amica sulle strade, sempre pronte a prestare soccorso agli automobilisti in difficoltà, in un’epoca in cui l’affidabilità delle vetture lasciava ancora a desiderare. Gli agenti non avevano difficoltà nell’improvvisarsi meccanici in quanto erano obbligati ad avere ampie cognizioni meccaniche. A ciascuno di loro, infatti, veniva assegnata una moto con la responsabilità di mantenerla in perfetta efficienza, quasi fosse di proprietà. Le moto e in diverse occasioni il Falcone 500 venivano utilizzate dalla Stradale nei saggi di alto addestramento organizzati con grande successo negli anni '50 e '60. È stato quello il periodo in cui per celebrare varie ricorrenze venivano organizzate spettacolari esibizioni, nel corso delle quali imponenti formazioni di motociclisti eseguivano un variegato programma acrobatico, che entusiasmava gli spettatori, con una serie di figure quale l’otto, la stella, il cerchio di fuoco, il tunnel, la spaccata, la piramide ed il ponte umano. «Sono sempre stato appassionato di motociclette - spiega Franco Scaccini - e per questo nel recente passato abbiamo organizzato per oltre 20 anni con partenza e arrivo dall'Asm il raduno di moto d'epoca e mi ricordo un anno che venne premiata una Guzzi Super Alce del 1952 di Angelo Stefani. Toccavamo tutte le strade della provincia proprio per ridare la possibilità a quelle motociclette di rivivere l'esperienza di percorrere le vie che avevano toccato tanti anni fa. È chiaro che le strade e il numero di auto e moto a quell'epoca era davvero mimino ma proprio per questo poter ricordare le gare che si facevano in piazza Mercatale o anche delle partenze in strade chiuse era davvero qualcosa di memorabile. La passione di noi giovani era alta anche perché avere una motocicletta era per chi aveva possibilità o una delle chance era quella di far parte della polizia o qualche corpo speciale». Nella foto di Ranfagni si può notare parcheggiato un prototipo Fiat che sembra guardare, come fa la signora sul balcone, cosa si preparano a fare. Dietro due ragazzi con un cinquantino che guardano con molta attenzione il da farsi. L'attesa può essere per una partenza in corsa.

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