Il Tirreno

Prato

alla sacra famiglia 

Il mondo dello sport e del lavoro per l’ultimo saluto a Lastrucci

Vezio Trifoni
Il mondo dello sport e del lavoro per l’ultimo saluto a Lastrucci

L’ex arbitro internazionale di calcio a 5 e artigiano è stato ricordato in chiesa da chi lo aveva potuto apprezzare per la passione e la serietà professionale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO

Una folla commossa, alla chiesa della Sacra Famiglia, rispettosa delle regole, come lo era Andrea Lastrucci ha dato l'ultimo saluto all'ex arbitro internazionale di calcio a 5. In tanti l'hanno voluto ricordare ma forse il modo migliore è quello di quando era il protagonista delle sfide più importanti di futsal e in tutti i palazzetti risuonava "Arbitro il signor Lastrucci da Prato". Nella sua parrocchia c'è stata un'ultima designazione (a 60 anni) quella che noi tutti speravamo fosse molto più lontana. Don Giovanni, suo parente alla lontana, ha celebrato la messa e accanto al feretro la sua famiglia con la moglie Daniela, la figlia Diletta la sua amata nipotina e la famiglia Corsi. Prima di iniziare la messa gli amici e coloro che lo conoscevano hanno voluto tributargli un ultimo saluto. Anche la segreteria di stato del Vaticano attraverso le parole scritte da Papa Francesco ha voluto assicurare e dare la benedizione apostolica a Lastrucci. Poi i tanti ricordi. «Nell'89-90 ti sei presentato alla sezione - spiega il presidente della sezione Aia di Prato di allora - tutti avevano pensato che era troppo tardi per fare una carriera arbitrale ma la tua passione, serietà e il tuo sorriso ti hanno permesso di arbitrare in Serie A con oltre 200 partite, coppe dei campioni e far diventare il calcio a 5 una disciplina di altissimo livello e di grande impatto». Il ricordo umano e professionale dell'amico siciliano Totò Lombardo e poi il lato umano . «Avevo timore di Andrea - spiega Jacopo Corsi, genero di Lastrucci - ma quel pranzo alla Rocca di Montemurlo che era iniziato con tanta tensione poi si è trasformato davvero in qualcosa di bello ed ho scoperto che anche lui viveva di pane e sport. La sua figura così dominante incuteva rispetto ma aveva gusto e mi ricordo che mi portava a scegliere degli abiti a Mantova oltre ad avere una capacità di ascoltare e mettersi a confronto unica».

« Fino all'ultimo ha partecipato ai problemi dell'associazione e ci siamo confrontati nel rispetto di risolvere i problemi per la collettività e per il bene comune - spiega il presidente di Confartigianato Luca Giusti - lo contraddistingueva la correttezza, la lealtà e una visione comune e personale oltre a lanciare idee e proposte sempre nuove». I suoi amici del Can calcio a 5 nazionale c'erano. «Per noi è stata l'ultima sua designazione ma quello che ci ha colpito è stato il passaparola struggente di tanti arbitri di ogni età che hanno fatto rimbalzare la notizia. Era alto, aveva uno sguardo austero e un portamento elegante ma se esiste il Can del calcio a 5 è merito suo».

«L'associazione Amici del Fischietto è stata ed è una realtà fondamentale per chi ha fatto l'arbitro o il giudice - spiegano i rappresentanti dell'associazione - Andrea con il supporto della moglie Daniela organizzavano convegni e facevano sentire la voce delle regole. Come cambiarle e come applicarle. Senza l'arbitro o il giudice non può svolgersi una manifestazione».

Infine il suo fair play. «Ci sono dei ed eroi e Andrea ha lottato sempre, come faceva nello sport, e la sua caparbietà nella voglia di fare - conclude Urano Corsi - la sua onestà l'ha messa al servizio dello sport anche attraverso il Panathlon dove era vice presidente e il suo fair play era risaputo». A dare l'ultimo saluto a Lastrucci anche l'ex arbitro Stefano Braschi e l'assessore allo sport Luca Vannucci. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web