Il presidio
L’emporio in centro dove c’era di tutto
Lavarini in corso Mazzoni era un punto di riferimento per molte famiglie. «E i suoi ombrelli non si rompevano...»
prato
Oggi in regalo col Tirreno viene distribuita la foto di via Strozzi negli anni Cinquanta e la serie de “La vecchia Prato” riprenderà martedì con la foto dell’emporio Fratelli Lavarini in corso Mazzoni.
L’emporio, accanto ai portici di palazzo comunale, era per i tanti pratesi dell’epoca un punto di riferimento e uno dei negozi più noti del centro. La foto di Ranfagni rappresenta il punto vendita negli anni ’50. Dall’insegna si evince che l’emporio era nato come fabbrica di ombrelli ma era un vero e proprio magazzino che teneva di tutto. Si vendevano portafogli, articoli per regali, portamonete, valigie, chincaglierie, pellicceria, pelletteria, giocattoli e tutto quello che era possibile all’epoca. Adesso al suo posto ci sono le vetrine dell’ufficio relazioni con il pubblico del Comune, diventate punto di riferimento per conoscere gli appuntamenti che si svolgeranno in città attraverso presentazioni e locandine. In molti conservano come reliquie gli oggetti acquistati dai fratelli Lavarini come un ombrello di cerata verde di legno. Ma non solo, anche valigie e tutto quello che necessitava per sistemare la casa o per andare in ferie. «Mi ricordo che andare in corso Mazzoni all’emporio Lavarini era qualcosa di unico – spiega Mariella Lotti – Mettevamo il vestito di festa perché dovevamo andare in centro e poi quando si entrava all’interno del magazzino c’era talmente tanto assortimento che non sapevamo cosa prendere. Io ho ancora una valigia acquistata all’emporio, adesso la utilizzano i miei nipoti. Bisogna dire che aveva tantissimi prodotti ma la maggior parte erano di buona qualità e gli ombrelli erano di tutti i tipi ed erano resistenti non come quelli che si vendono ora». Era anche un punto di ritrovo. «Più che altro c’era di tutto e quindi se avevi bisogno di qualcosa per la casa o per fare un regalo andavi dai Lavarini e trovavi quello che cercavi – continua Lotti – Era soprattutto anche per trovare dei regali per i bambini perché c’era tanta scelta a buon mercato e all’epoca, come adesso, era importante trovare l’occasione. Negli anni ’50 c’era tanto fermento e anche Prato stava ripartendo dopo la guerra. Intorno al ’58 la situazione era migliore e anche Prato ha iniziato a cambiare e tipologie di negozi come l’emporio si sono trasformati. Era un po’ come il supermercato oggi ma non c’era la parte di alimentari ma solo oggettistica e abbigliamento come pellicce e pelletteria». Chi ha nostalgia del Lavarini è Piero Giacomelli che tante volte ha corso per andare a prendere oggetti o materiali in quell’emporio. «Davvero, mi ricorda di quando ero bambino – spiega Giacomelli – i miei genitori mi accompagnavano in centro per i regali e per prendere degli oggetti ora introvabili per sistemare armadi o altri accessori. Sono passati tanti anni ma ogni volta che passo da quell’angolo mi ricordo le vetrine con borse, borsette, ombrelli e di tutto di più. Un’altra Prato». —
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