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Due favoriti e quattro outsider: così il Pd cerca la conferma
Prato, presentati i candidati alle elezioni regionali: il capolista lasciato a Demos L’ultima arrivata è un’infermiera: «Sono in politica da cinque minuti...»
PRATO. L’ultima a prendere la parola con la voce rotta dall’emozione è stata Concetta Manzone, l’outsider del gruppo. «Sono in politica da cinque minuti, mi sono candidata per rappresentare la mia categoria, quella degli infermieri. Non siamo eroi, come siamo stati dipinti durante l’emergenza sanitaria, bensì professionisti». La coordinatrice infermieristica, l’ex sindaco di Poggio a Caiano, due consiglieri regionali uscenti, la preside ex assessore, un giovane capolista di origine albanese. Che non è del Pd ma dell’alleato Demos. È il segretario dem, Gabriele Bosi, a presentare la squadra di candidati in corsa per il consiglio regionale. Lo fa nei giardini di via Toscanini, di fronte alle scuole Mascagni. Un luogo simbolico, nel quartiere di San Paolo. Qui vivono 18mila abitanti, una comunità grande per la quale la Regione ha messo in ponte investimenti da 5 milioni di euro. «Qui sorgerà il nuovo distretto sociosanitario – racconta Bosi – qui prenderanno corpo i progetti del Piu per il recupero di spazi verdi». Alleanze, esperienza e competenza: questi i criteri che, a sentire il segretario, hanno ispirato la composizione della rosa degli aspiranti consiglieri. Sono Lorenzo Zejnati, Ilaria Bugetti, Nicola Ciolini, Mariagrazia Ciambellotti, Marco Martini e Concetta Manzone. «La presenza di Zejnati come capolista conferma l’alleanza storica con Demos. Il criterio dell’esperienza ci ha portato invece a confermare gli uscenti Ciolini e Bugetti, quello della competenza alle candidature dell’ex sindaco di Poggio a Caiano e dell’ex assessore Ciambellotti. Infine, la candidatura di Manzone, da indipendente». Fatte queste premesse dal segretario, ogni candidato si è preso cinque minuti a testa per presentarsi. Sullo sfondo, una campagna elettorale che si preannuncia breve ma intensa, con lo slogan che per il Pd è “In Toscana per Prato”. Zejnati punta su giovani e immigrazione. «Mi sono ritrovato capolista e mi è stato chiesto se avevo paura a lanciarmi. Oggi sono qui e dico grazie». Lavoro e imprese sono i cavalli di battaglia di Bugetti che punta alla riconferma ed esprime l’anima zingarettiana del partito. «La legge sul sovraindebitamento è stato uno dei risultati di cui vado più fiera. Questa campagna elettorale dovrà tenere conto dei tanti cambiamenti dovuti al Covid, non ultimo il tema della scuola. Non dimentichiamo le “fragilità” messe a nudo dall’emergenza Covid, le donne alle prese con la conciliazione di lavoro e famiglia…». Invoca unità l’altro uscente, Ciolini. «La competizione non è all’interno del partito, ma contro le destre. Per quanto riguarda i prossimi cinque anni, in ambito sanitario dobbiamo potenziare ulteriormente l’assistenza domiciliare. E il Cup, sul quale serve autocritica, deve essere più efficiente nelle risposte». Di scuola torna a parlare Ciambellotti, preside del liceo Livi: «La vera emergenza da settembre in poi sarà la dispersione scolastica: bisogna avere il coraggio di investire con scelte più forti nella scuola». A lanciare un appello per il voto evitando le percentuali di astensionismo del 2015 è Martini. «La politica deve saper ascoltare i cittadini. Ribadisco la mia contrarietà all’ampliamento di Peretola». —
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