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Obbligo di mascherina, ma nella città deserta non cambia quasi nulla

m.l.
Obbligo di mascherina, ma nella città deserta non cambia quasi nulla

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Ore 19, centro storico: l’obbligo della mascherina nei luoghi della movida è scattato da un’ora, per effetto dell’ordinanza firmata dal ministro Speranza. Ma tutto cambia per non cambiare nulla: poche bocche coperte nei paraggi dei locali dentro le mura ma è anche vero che, con la città semideserta d’agosto, diventano difficili gli assembramenti e rispettare le distanze di sicurezza è più facile. Pochi i locali aperti ma quei pochi erano abbastanza frequentati: a Le Barrique di corso Mazzoni s’è fatta vedere una comitiva di dodici turisti tedeschi. Che hanno consumato al tavolo ma quando si sono alzati hanno fatto due passi in centro, rigorosamente senza mascherina. Situazione tranquilla da Ozne, il pub di via Pugliesi. «Chi faceva attenzione prima continuerà a farla», fa notare Riccardo Cammelli. Gli fa eco Roberto Mannelli, anche lui cliente assiduo del locale. «Vengo qua a prendere la birra perché la strada è più larga». In via Settesoldi le uniche insegne alzate sono quelle del Gradisca e Lab 59100. Tutti seduti ordinatamente ai tavoli, niente assembramenti. Qualche capannello di persone si forma fuori dal bar Datini: chi non sorseggia una birra tiene la mascherina e fa conversazione con quella. L’età media degli avventori? Quarant’anni. «Per forza. I giovanissimi sono tutti al mare», fa notare un pratese che racconta di non aver fatto ferie quest’anno. E i controlli? «Non ce ne saranno in più oltre a quelli già in atto sulla movida», fa sapere la polizia municipale. Le pattuglie interverranno in caso di assembramento: il rischio è quello di incorrere in multe da 400 euro (ridotte a 280 se si paga subito). Resteranno i controlli interforze intensificati nel fine settimana. —

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