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Toscana a Sinistra: "Sperimentazione 5g e intelligenza artificiale? A Prato non siamo cavie"

Toscana a Sinistra: "Sperimentazione 5g e intelligenza artificiale? A Prato non siamo cavie"

Contestato il progetto illustrato alcuni giorni fa dall'assessore regionale Ciuoffo: "Facciamo pure una ricerca all'ex Creaf, ma che sia pubblica e indipendente da interessi di fondazioni e compagnie telefoniche"

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PRATO. "Non si fa sperimentazione senza garanzie per la salute pubblica, a Prato non siamo cavie". E' il messaggio lanciato dall'assembea del Gruppo ambiente di Toscana a Sinistra, che contesta il progetto sull'intelligenza artificiale e il 5G lanciato pochi giorni fa dall'assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo.

"Il progetto sull'intelligenza artificiale presentato pochi giorni fa dall'assessore regionale Ciuoffo dirotta fondi pubblici dalla ricerca scientifica di enti pubblici verso agenzie private, che fanno già business nel settore delle telecomunicazioni - si legge in una nota di Toscana a Sinistra - Ancora una volta si fa sperimentazione sulla pelle delle persone, senza avere garanzie sulle ricadute di questa tecnologia sulla salute, finendo per fare gli interessi di pochi, a scapito dei diritti di tutte e tutti".

"I fondi previsti dal progetto cercano di nascondere tagli pluriennali alla ricerca scientifica pubblica - prosegue la nota - che esprime molte riserve sull'uso di questo tipo di onde e del loro impatto sulla salute e sull'ambiente (vedi anche l'influenza dei CEM sugli insetti e sulle api fondamentali per il nostro ecosistema). I campi elettromagnetici a radiofrequenza come quelli del 5g, con onde millimetriche, oltre i 20ghz mediante la tecnologia beam-forming, non sono ancora stati studiati dal punto di vista biologico, perciò la comunità scientifica chiede la cautela, insistendo sull'applicazione del principio di precauzione".

"I difensori del 5G, nella maggior parte dei casi, fanno appello a “evidenze scientifiche” - prosegue Toscana a Sinistra - quasi mai documentate o documentate in maniera incompleta, distorta e strumentale. Finora è stato verificato, infatti, che l'utilizzo del wireless al posto del cablato in media comporta un dispendio energetico 10 volte maggiore, il che pone quesiti non indifferenti in termini di sostenibilità ambientale, soprattutto lì dove questa tecnologia dovrebbe diventare ubiquitaria per funzionare a dovere".

"Anche l'etere è un bene comune - dice ancora la nota - e la decisione di applicare una tecnologia, in cui la scienza chiede la cautela non deve essere calata dall'alto attraverso accordi con Fondazioni private, ma in una società democratica deve essere un diritto-dovere chiedere il consenso informato a tutti i cittadini, prima che vengano sottoposti a una tecnologia".

"Abbiamo il sospetto che dietro l'operazione di individuazione di un centro fisico del progetto nel territorio di Prato possa nascondersi il tentativo di ripianare quel pasticciaccio brutto del Creaf - conclude Toscana a Sinistra - Nel merito della proposta dell'assessore Ciuoffo, chiediamo di avviare una ricerca scientifica sui campi elettromagnetici a radiofrequenza e in particolare quelli sul 5G, ma che sia una ricerca pubblica e indipendente da interessi e da interferenze con Fondazioni, che collaborano con le compagnie telefoniche".


 

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