Il presidio
Negozio di bibite aperto anche di notte, il dramma di un residente
Mario Russo combatte da sette anni con esposti, denunce all'Amministrazione comunale di Prato e telefonate alle forze dell'ordine ma d'estate il problema si ripete e dormire diventa impossibile
PRATO. Il signor Mario Russo ormai sa che si tratta di una battaglia persa ma non è rassegnato e non si dà per sconfitto e così ci prova ancora, nonostante la sua prima denuncia risale all’estete del 2013. Russo abita in via della Lastruccia 9 a Galciana e dal 2013 proprio sotto la sua camera da letto, che si trova al primo piano, è stata inaugurato un distributore di bevande self service aperto ventiquattro ore su ventiquattro. Se d’inverno non ci sono problemi sia per il poco afflusso di clientela che per la necessità di tenere chiuse le finestre, d’estate il fenomeno si capovolge: la clientela aumenta soprattutto nelle ore notturne e le finestre della camera da letto sono aperte per far entrare un minimo di aria fresca. Il risultato è che il signor Mario Russo non riesce più a dormire. Nel 2013, all’epoca della prima denuncia pubblica sul Tirreno oltre a chiamare sistematicamente i Vigili urbani, i carabinieri, fare esposti al sindaco e all' Arpat, si era rivolto anche all’allora assessore alla sicurezza Aldo Milone. Non cambiò nulla allora e purtroppo non sta cambiando nulla ora con le solite telefonate alle forze dell’ordine e la denuncia all’attuale assessore alal sicurezza Flora Leoni. “Ho fatto anche due esposti al prefetto di Prato, ma ancora senza risposte – scrive Russo – Il prefetto dovrebbe garantire la sicurezza in una Comunità come primo rappresentante delle istituzioni locali. Chiedo il rispetto e l' applicazione della Costituzione”. “Le bibite, quando vengono sganciate dalle macchinette rimbalzano nei contenitori e noi sentiamo tutto al piano di sopra – dice Russo - Poi ci sono le urla e gli schiamazzi dei giovani che si fermano in gruppi a prendere e a consumare le bibite davanti al locale a tutte le ore, ma soprattutto dopo la mezzanotte fino all’alba. Non sappiamo più come fare". Il signor Russo racconta di aver provato a parlare col titolare del negozio già nel 2013 per vedere se c'era la possibilità di trovare un accordo. "E' stato tutto inutile, così mi sono visto costretto a fare degli esposti - dice il signor Russo – Purtroppo la musica non cambia e si ripete tutte le estati e adesso siamo al limite dell’esasperazione”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
