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Crollano ordini e produzione, peggio di tutti il meccanotessile

Crollano ordini e produzione, peggio di tutti il meccanotessile

Dai dati di Confindustria il calo sfiora il – 34% nei mesi più duri del Covid. Marini sul BuzziLab: "E' indispensabile, il nuovo laboratorio non sarà sufficiente a sostituirlo"

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PRATO. La produzione industriale è in forte affanno e Confindustria sollecita e chiede alle istituzioni una rinnovata attenzione alle aziende. Dalla rilevazione congiunturale condotta dal Centro studi sul 2° trimestre 2020, pieno lockdown, emerge un quadro fosco. Per il complesso dell'area Lucca-Pistoia-Prato la produzione ha segnato nel 2° trimestre 2020 una contrazione del -20,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il dato nasce da risultati provinciali molto diversi gli uni dagli altri, a loro volta dovuti alla diversa distribuzione nei rispettivi territori dei settori essenziali che hanno sempre lavorato e di quelli su cui invece ha impattato il lockdown e che hanno ripreso l'attività il 27 aprile o il 4 maggio: Prato segna il dato peggiore -33,9%, mentre il calo degli ordini è del - 33,6%.

Fra i sotto-settori del tessile, ad andare peggio è la meccanica, con un crollo del 39%, mentre tessile e abbigliamento hanno mostrato un lievissimo segnale di ripresa nell’ultimo mese, grazie alla possibilità di anticipare la riapertura. Dati che non sorprendono, ma comunque di eccezionale gravità; per darne la misura, il precedente periodo nero, quello del 2008-2009, produsse una contrazione della produzione industriale, a Prato il calo fu del 18 per cento. La rilevazione congiunturale comprende anche domande sulla raccolta ordini e sulle previsioni per il 3° trimestre: anche in questo caso i dati rimandano a una situazione molto delicata, all'insegna di una stasi più o meno accentuata a seconda dei settori e, di nuovo, dei territori che vedono una maggiore o minore presenza di quelli più performanti. «Siamo a uno snodo cruciale a livello internazionale, a un passaggio critico a cui il nostro territorio non può sottrarsi», dice Francesco Marini.

BuzziLab

Prato soffre la mancanza di ordini e il periodo di lockdown che ha allontanato i clienti. Ora uno dei mercati più importanti come l'America, non è operativo e non è raggiungibile. «Sono sicuro che verrà rifinanziata la cassa integrazione anche perché molte aziende non hanno ordini e si creerebbero ulteriori problemi se così non fosse. Si parlava di lavorare ad agosto ma senza ordini è difficile – spiega il vicepresidente di Confindustria Francesco Marini – le politiche regionali possono dare un contributo significativo sui versanti sia dell'innovazione che dell'education, prestando maggiore sostegno al sistema formativo per il settore manifatturiero; rafforzando il canale formativo biennale postdiploma come il Buzzi semplificando e sburocratizzando il sistema della formazione professionale». Incide su questo la perdita del Buzzi Lab?

«Senz'altro, soprattutto perchè gli studenti non potranno più apprendere le ultime tecnologie che offriva questo laboratorio. Abbiamo perso un valore aggiunto. Noi ci eravamo candidati come soggetto che guidasse la transizione a Regione, scuola e Comune ma purtroppo non è stato possibile farlo. Ora si parla di un nuovo laboratorio ma non avrà mai il contatto diretto con la scuola». Termovalorizzatori al centro del programma degli ndustriali. «Per quanto riguarda scarti e rifiuti del tessile-abbigliamento, ribadisco quanto più volte affermato sia da me sia da altri colleghi del settore – continua Marini – da parte nostra vi è la massima disponibilità ad accrescere la quota del riutilizzo degli scarti e attendiamo solo norme che ci consentano di farlo, dopo aver dato un nostro forte contributo con studi e dati per orientare chi ai vari livelli istituzionali segue le normative. Ma il problema dello smaltimento dei rifiuti, cioè di quella parte degli scarti di lavorazione e del post-consumo che non è riutilizzabile, rimane e richiede un'assunzione di responsabilità da parte dell'amministrazione regionale che vada nel senso della loro realizzazione con termovalorizzatori solo così possiamo competere con le altre regioni e nel mondo».

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