Undici lavoratori su tredici senza permesso di soggiorno
Confezionista cinese arrestata per sfruttamento e multata di 100.000 euro I dipendenti hanno detto tutti di essere stati assunti lo stesso giorno: il 18 maggio
PRATO. I carabinieri della Tenenza di Montemurlo hanno arrestato una confezionista cinese di 38 anni con l'accusa di sfruttamento della manodopera clandestina. Al momento del controllo, ben 11 dei 13 dipendenti trovati al lavoro nella confezione "Xiao di Xia Guilian" in via Gramsci 4 a Montemurlo sono risultati sprovvisti del permesso di soggiorno. I carabinieri hanno interrogato i due operai regolari e anche loro hanno indicato la confezionista come l'effettiva titolare dell'attività, quella che dava gli ordini. I dipendenti hanno detto tutti di essere stati assunti lo scorso 18 maggio, cioè nel giorno in cui si sono allentate le misure del lockdown. Una data che potrebbe essere non vera, ma sulla quale comunque i carabinieri faranno ulteriori accertamenti. L’attività è stata sospesa e alla titolare è stata fatta una multa di 100.000 euro.
Quello di Montemurlo non è il primo caso in cui le forze dell’ordine scoprono attività, quasi sempre a conduzione cinese, in cui la stragrande maggioranza della manodopera è clandestina.
Qualche tempo fa, anche grazie ai controlli del “Progetto lavoro sicuro”, era sembrato che l’utilizzo dei lavoratori clandestini nelle confezioni cinesi si fosse in qualche misura ridotto, ma l’esito di controlli come quello eseguito dai carabinieri a Montemurlo conferma invece che il fenomeno è ancora molto forte. La stessa recente inchiesta sulla produzione di mascherine che a giugno ha portato a 13 arresti ha accertato il massiccio impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno e di conseguenza senza contratto nelle aziende cinesi.
Sono quasi spariti i dormitori abusivi, ma solo perchè gli imprenditori senza scrupoli hanno capito che conveniva loro sistemare i lavoratori in appartamenti nelle vicinanze dell’azienda. — p.n.
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