Liceo bocciato da alunni e professori ancora prima di essere inaugurato
I docenti dell’artistico Brunelleschi di Montemurlo lanciano l’allarme: a settembre i nuovi spazi saranno insufficienti
prato
La bocciano già prima di vederla nascere. È la bocciatura preventiva di chi tutti i giorni sale in cattedra e conosce le dinamiche della propria scuola. Il voto negativo in pagella, per la succursale del liceo artistico Brunelleschi disponibile da settembre, è dovuto a spazi considerati insufficienti nella sede secondaria in ristrutturazione a Montemurlo (via Milano). È il motivo per cui protestano i docenti del liceo che a settembre si ritroverà con 32 classi (tre in più) e 639 alunni. Lo fanno con una lettera indirizzata alla ministra Azzolina, all’ufficio scolastico, ai sindaci di Prato e Montemurlo, al presidente della Provincia. «Siamo pronti a tornare in piazza, come nel 2016», fa sapere Cristiana Landi, coordinatrice del plesso del Marconcino (via Galcianese) utilizzato come sede secondaria del Brunelleschi. In pratica, a settembre verrebbero a mancare 14 spazi tra aule e laboratori contando soltanto la sede centrale di Montemurlo (via Maroncelli). Tutto questo mentre gli iscritti alle classi prime saranno 192, più che raddoppiati rispetto a cinque anni fa. Covid o non Covid, sarebbero comunque dolori per il liceo artistico che ha le sue peculiarità legate all’indirizzo di arti figurative che richiede l’utilizzo dei cavalletti da disegno. Non servono aule, bensì laboratori. Per questo non va giù il trasloco in una sede più piccola mentre il Marconcino tornerebbe nelle disponibilità del professionale Marconi. «Insieme alla sede di via Milano, chiediamo che per un anno venga mantenuta la succursale del Marconcino – scrivono i docenti – alla luce degli importanti lavori di adattamento per adeguare i locali alle esigenze del liceo, ricavando due laboratori per discipline plastiche e pittoriche». La protesta è ben argomentata con numeri alla mano. Attualmente la sede principale di via Maroncelli accoglie 13 aule e 8 laboratori per il triennio mentre il biennio si articola nel plesso del Marconcino che si sviluppa su 11 aule, cinque delle quali sono adibite a laboratori (i due più grandi servono per le discipline plastiche e pittoriche). Nell’edificio di via Milano invece si potrà contare solo su sette spazi di cui cinque sono aule. «Aule per la didattica inutilizzabili per i laboratori – ammette la coordinatrice del Marconcino – Non può essere sbandierato come succursale l’edificio in via di ristrutturazione. Dove ci mancherà un giardino che abbiamo al Marconi: uno spazio di vitale importanza per alcuni alunni disabili». Questi ultimi a settembre saranno 47. Uno si potrebbe chiedere perché la scuola non abbia fatto presente agli enti coinvolti (Provincia e Comune di Montemurlo) i dubbi sulla nuova sistemazione tenendo conto che studenti e professori del Brunelleschi vengono da quattro anni di traslochi, prima al centro Ventrone e poi al Marconcino. «È stato chiesto un incontro al presidente Puggelli (ieri non reperibile, ndr) senza successo – racconta la professoressa Landi – Siamo stanchi di fare sempre la scuola “tappabuchi”». Si guarda dunque a una succursale definitiva in funzione dall’anno 2021-2022, realizzabile sfruttando i terreni vicini alla sede di via Maroncelli. Intanto per settembre si teme il sovraffollamento nelle classi del biennio, in barba alle linee guida anCtiovid. Il liceo aveva chiesto all’ufficio scolastico l’autorizzazione per nove prime e nove seconde ma è stato dato l’ok per formare otto prime: perdendo una classe, gli studenti di prima dovranno inevitabilmente stringersi. —
maria lardara
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