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Mancati incassi Tari, Alia avvisa i Comuni: "Vogliamo essere pagati puntualmente"

Alessandro Formichella
La raccolta della carta
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La raccolta della carta

I sindaci hanno fatto slittare le scadenze a causa dell’epidemia, ma la società pretende i versamenti a fine mese

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PRATO. I Comuni hanno fatto slittare la Tari, cioè la tassa sulla raccolta dei rifiuti, ma Alia, la società che quei rifiuti deve raccogliere, vuole essere comunque pagata alle solite scadenze. Potrebbe esserci un rallentamento nel ritiro della spazzatura, ma per ora l’allarme è solo una previsione teorica. Sono gli strascichi del Covid-19. Il problema è presto detto: secondo il piano tariffario dell’Autorità d’ambito Toscana centro sui rifiuti, il pagamento dai Comuni ad Alia avviene ogni mese. Alia fattura ogni mese a ciascuno dei Comuni. La questione adesso è sul posticipo del pagamento della Tari.

«Il Covid-19 porta con sé anche questo problema - dice Sandro Lascialfari, vicepresidente di Alila - I comuni hanno posticipato il pagamento dell’acconto Tari a fine giugno, in alcuni casi a fine luglio. Importante è che pur posticipando l’imposta gli stessi Comuni siano in grado di fare i pagamenti ad Alia». Per il momento, comunque, niente black out dei servizi, ma l’ammonimento c’è. «È necessario che il governo nazionale ponga un’attenzione particolare alla questione, perché nel caso ci fossero problemi di liquidità, per ovviare al problema del blocco dei servizi dovrebbe intervenire finanziariamente il governo».

Insomma, Alia chiama Roma per coprire eventuali buchi al Pef, il piano economico finanziario del 2020. Quel che potrebbe preoccupare più di ogni altra cosa, sarebbero le mancate entrate provenienti dalle aziende pratesi, da quelle che non hanno riaperto o che sono in seria difficoltà finanziaria. Altro grossa problema, ma soprattutto a Firenze, sono i mancati incassi per il turismo. Ma anche qui i conti si faranno dopo il 30 giugno, almeno per Prato e per altri comuni pratesi dopo il 31 luglio, scadenza per il pagamento dell’acconto Tari. Intanto alcuni numeri sulla raccolta rifiuti nei mesi del blocco dovuto alla pandemia: nella sola provincia di Prato la raccolta dell’organico ha subito una flessione del 13% rispetto al mese di aprile del 2019, l’indifferenziato del 5,9%.

Ora però la questione è la capacità economica di mantenere regolarità nei servizi. «I Comuni hanno evidenziato il problema, difficile prevedere quelle che saranno le entrate della Tari e quali saranno i non pagamenti, per questo è fondamentale che il governo ponga una seria attenzione» continua Lascialfari. Parlare adesso di nettezza fuori giorni e giorni senza essere raccolta sembra del tutto avventato. Lo scenario, però, potrebbe complicarsi se, soprattutto per Prato, dopo il 30 giugno l’acconto Tari registrasse un’importante mancato incasso. Allora, il problema tornerebbe all’ordine del giorno con estrema sensibilità.

«Per adesso non sembra presentarsi, ma è tutto da vedere dopo le prime scadenze di pagamento. Nel frattempo stiamo cercando di prevenire il problema con la richiesta di maggior credito bancario» conclude il vicepresidente di Alia.

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