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coronavirus: la fase 3 

Prato inventa la mascherina che non appanna gli occhiali

maria lardara
Prato inventa la mascherina che non appanna gli occhiali

L’idea è dell’azienda Catex, che ha depositato anche un brevetto europeo Ne producono 180.000 pezzi al mese e costano da 10,50 a 15,90 euro

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prato

Su quei filati tecnici di nylon ci hanno studiato per un mese e mezzo. Analisi su analisi, test su test a prova di traspirabilità. Hanno depositato persino un brevetto europeo: le belle idee vanno protette e quella di Andrea Salimbeni, imprenditore della Catex, indubbiamente lo è. Sì perché la collezione di “Swip Mask” ha una particolarità: sono mascherine che non fanno appannare gli occhiali. Le mascherine antiappannamento sono in maglia, prodotte con filati certificati “made in Prato” che assorbono l’umidità del respiro: ne escono 180mila al mese dallo stabilimento di Casalguidi, frazione di Serravalle Pistoiese. Qui ha traslocato tre anni fa da Montemurlo la Catex trasferendo la sua produzione a ciclo completo in un capannone di 400mila metri che mercoledì ha ricevuto la visita del sindaco Matteo Biffoni. Ma alla sua “pratesità” il titolare della Catex ci tiene tanto che “Swip” sta per “Sports Wear in Prato”, ovvero il nome della linea di abbigliamento sportivo lanciata nel 2015. L’emergenza sanitaria ha dato un’altra spinta a diversificare ancora, tanto da riconvertire parte della produzione già specializzata in tessuti tecnici per calzature e accessori. «Quando è scoppiata l’epidemia ci stavamo ingrandendo e avevamo da poco acquistato dei macchinari nuovi – racconta Salimbeni – Ci siamo messi subito a produrre articoli per uso sanitario come polsi e colli con materiale antibatterico per camici ospedalieri». Poi l’intuizione geniale della mascherina antiappannamento, ergonomica, ecologica, lavabile, intrecciata con una reticolatura di tessuto davanti e dietro. «Le mascherine escono direttamente dalle macchine per maglieria – prosegue il patron della Catex – Sul mercato ormai ne troviamo una varietà infinita di modelli, per questo abbiamo pensato a un prodotto originale, innovativo, tenendo conto di quanto spesso non sia comodo indossare la classica mascherina in presenza di occhiali». Il brevetto che tutela la linea di “Swip Mask” è stato rilasciato da poco: un bell’investimento per l’azienda che dà lavoro a 33 persone, a garanzia dell’idea sbocciata in casa Catex. «I pratesi sono pieni di creatività e ingegno», ha commentato Biffoni con un post su Facebook al termine della visita in azienda. Dove avvengono tutti i passaggi della lavorazione dei capi e delle mascherine con il marchio “Swip”: anche i reparti di tessitura e finissaggio sono interni. Disponibili 50 modelli di mascherine, che a breve si declineranno anche nelle tinte più accese del giallo, verde e arancione: la distribuzione avviene attraverso i canali di internet (swipsport.it) e alcuni negozi pratesi. È in dirittura d’arrivo un accordo con un importante gruppo farmaceutico. I prezzi? Dai 10,50 ai 15,90 euro a seconda dei disegni nelle varianti per uomo, donna e bambino. «Il mercato non manca ma per farlo funzionare bisogna arricciarsi le maniche “alla pratese”». Il trasferimento nel Pistoiese si è tradotto in dieci nuove assunzioni, anche se la decisione di fare le valigie dal distretto è stata un po’ sofferta. «Dovevamo espanderci, cercare un immobile più grande per i nostri macchinari – conclude Salimbeni – Ma i prezzi nel Macrolotto industriale erano troppo alti». —

maria lardara

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