Cantini Parrini ha consegnato la statuetta del David al museo del Tessuto
Prato, la mostra, al museo del Tessuto, sui costumi del film Pinocchio diretto da Matteo Garrone e realizzati da Massimo Cantini Parrini si arricchisce di un prezioso oggetto: la statuetta del David di Donatello andata al costumista fiorentino per gli abiti della pellicola che racconta il burattino ideato da Collodi
PRATO. La mostra, al museo del Tessuto, sui costumi del film Pinocchio diretto da Matteo Garrone e realizzati da Massimo Cantini Parrini si arricchisce di un prezioso oggetto: la statuetta del David di Donatello andata al costumista fiorentino per gli abiti della pellicola che racconta il burattino ideato da Collodi. Giovedì, Cantini Parrini ha consegnato il David di Donatello al museo. Qui resterà fino al termine della mostra, prorogata al 25 ottobre. Poi la statuetta tornerà a casa Cantini Parrini a Roma a fare compagnia agli altri tre David che il famoso costumista ha vinto per gli abiti da lui realizzati in precedenti film. Un vero record il suo: su cinque nomination, quattro David vinti: nel 2016, nel 2017, nel 2018 e poi quest’anno. Nel 2019 ha vinto come miglior costumista l’European film Award. Fra i riconoscimenti ottenuti anche nastri d’argento e ciak d’oro. Massimo Cantini Parrini si presenta al museo del Tessuto elegantissimo, in total black. È sorridente mentre tiene in mano la statuetta del David che dopo poco collocherà nella teca posizionata all’inizio del percorso espositivo.
«Una grande emozione aver vinto il quarto David – racconta il costumista – Un’emozione diversa dalle altre e sicuramente più forte». A causa dell’emergenza Covid, i candidati al David 2020 hanno assistito alla premiazione da casa. «E questo – spiega – mi ha fatto essere più emozionato. Se sono contento? Certo, il David di Donatello è il premio nazionale più importate per il cinema italiano». Il costumista ha avuto modo di esporre dei suoi capolavori insieme ad altri colleghi ma quella pratese è la prima mostra che lo vede interamente protagonista. «Una mostra – sottolinea Francesco Marini presidente della fondazione museo del Tessuto – che abbiamo inaugurato in concomitanza con l’uscita del film. Una mostra vincente, gli abiti sono di una bellezza unica. Penso, ad esempio, alla bravura nell’invecchiamento dei capi e spero che questo sodalizio con Cantini Parrini possa continuare».
A causa dell’emergenza Covid il museo fa i conti. Secondo una stima su proiezione annuale fra maggiori costi e minori entrate si parla di una differenza di 94 mila euro. La buona notizia è che da quando il museo ha riaperto (19 maggio) la mostra sui costumi di Pinocchio ha richiamato più di mille visitatori. –
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