L'Aci boccia il piano sosta del Comune: "Basta col gioco delle tre carte"
Il presidente Mazzoni giudica insufficienti i provvedimenti presi in vista della pedonalizzazione del centro e rilancia l'idea del parcheggio interrato in piazza Mercatale
PRATO. "Se dobbiamo esprimere un giudizio sui provvedimenti delle soste, la coperta è corta ed i progetti non ci sono". Questa la sostanza dell'intervento di Federico Mazzoni, presidente dell'Aci Prato, sul piano sosta varato in questi giorni dal Comune in vista della pedonalizzazione di una parte del centro storico dal 10 giugno.
"La via per conciliare le problematiche della mobilità, le legittime aspettative di commercianti ed esercenti e le sacrosante esigenze quotidiane dei residenti è una sola, e non passa per provvedimenti provvisori o giochi delle tre carte, ma per la strada maestra di un piano di sviluppo dei parcheggi coraggioso e spendibile con le fonti di finanziamento - dice Mazzoni - I nostri atti di pianificazione territoriale sono pieni di indirizzi e buoni propositi, ma un piano concreto, corredato dai progetti e con tempi di attuazione plausibili, non lo si è mai visto".
Quindi ? "La sola iniziativa che fece qualche passo concreto, in tempi ormai remoti, fu l’ipotesi che si può definire leggendaria, del parcheggio sotterraneo in piazza Mercatale, miseramente naufragata nella meschineria urbana, ma comunque isolata e non facente parte di un piano complessivo - continua il presidente dell'Aci - Ad oggi ci ritroviamo con la piazza occupata da un deposito permanente di tonnellate di acciaio, con un efficace e persistente effetto isola di calore, alla faccia della Urban Jungle e dei criteri di sostenibilità, esteticamente inguardabile, alla faccia del Luogo del Cuore, che qualcuno ricorderà, e dei vincoli di tutela che sembrano riguardare solo i dehors e le tende parasole. In tutto il mondo civile i proprietari ed i gestori dei parcheggi pubblici, che ne traggono il legittimo ritorno economico, hanno il dovere, ben espresso nei contratti di servizio, di provvedere allo sviluppo del sistema della sosta, esprimendo piani e progetti tecnicamente ed economicamente giustificati, che prevedano la soluzione dei problemi del territorio loro affidato, in tempi determinati. Qui sembra che il solo compito da svolgere sia dipingere le strisce blu ogni tanto, riscuotere e fare le multe".
Prato quindi deve ripensare i suoi interventi? "La legge obbliga i cittadini e le imprese che vogliano realizzare interventi edilizi di qualche consistenza a confrontarsi con le quantità di parcheggi prescritte e necessarie per le varie funzioni - spiega Mazzoni - Pensiamo che a maggior ragione le Amministrazioni a cui i cittadini affidano il compito di far funzionare la città debbano porsi sullo stesso piano e farsi carico della loro parte del problema, alla scala opportuna; le istituzioni servono a questo, non solo a controllare che i cittadini facciano il loro dovere, ma a farlo esse stesse e per prime, indicando la strada".
Cosa si può fare? "L’Europa è piena di operatori del settore pronti ad investire in città di media grandezza, con forti dinamiche economiche ed alti indici di motorizzazione: noi affermiamo che è il momento di andare a cercarli senza ulteriori perdite di tempo, e con loro cercare i finanziamenti che su questa partita, fondamentale per l’assetto delle città, non mancano mai per chi abbia progetti validi e con un bilancio sociale positivo - conclude Mazzoni - Il tempo è ora, oppure nel nuovo Piano Strutturale che ci accingiamo a scrivere dovremo rassegnarci a veder comparire un altro elenco di buone intenzioni sostenibili".
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