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«Ho fatto una scelta di amore per il bambino e lo rifarei»

«Ho fatto una scelta di amore per il bambino e lo rifarei»

Intervistato da Mario Calabresi, parla il marito della donna condannata per la relazione con un ragazzino da cui è nato un figlio

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«Il mio non è coraggio, è responsabilità, nella vita di fronte a un bambino, qualunque cosa accada, bisogna tenere fede alle responsabilità». È un passaggio dell’intervista che Mario Calabresi, già direttore della Stampa e di Repubblica, ha fatto al marito della donna di 32 anni condannata lunedì a sei anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale sull’adolescente pratese da cui poi ha avuto un figlio. Anche il marito è stato condannato (un anno e otto mesi) per essersi attribuito la paternità del bambino pur sapendo che non era suo. L’intervista è stata pubblicata nella newsletter Altre/Storie di Calabresi. È la prima volta che il marito parla diffusamente della vicenda raccontando la sua verità

La scoperta che il bambino non era suo, dice, non gli ha fatto crollare il mondo in testa: «Non è cambiato niente. Ero il padre e ho continuato a esserlo. Con lui mi comporto esattamente come con il mio primo figlio. Essere padri significa cambiare pannolini, stare in piedi quando piange, giocarci fin da piccoli. Significa prendersi cura. Dal giorno in cui ho saputo che biologicamente non era mio figlio non è cambiato nulla e nemmeno mi sento discriminato o additato dalla società. Al giorno d’oggi ci sono mille esempi, pensi alla fecondazione assistita: l’eterologa ci dimostra che il padre è chi fa il padre. Diciamo che il mondo in testa mi era caduto quando avevo scoperto, in precedenza, della relazione di mia moglie con quel ragazzo, la botta l’avevo già presa allora ma ero ancora convinto di essere io il padre».

Ed è per questo che, rispondendo a un’altra domanda di Calabresi, il marito dice che rifarebbe tutto quello che ha fatto: «La scelta che ho fatto è stata una scelta d’amore per il bambino, la rifarei anche ora che ho una condanna, la sentenza non mi fa cambiare idea su quello che avrei fatto e che rifarei, spero che in appello questo venga compreso». —

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