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Prato

la ripartenza difficile 

Nella scuola di latino-americano si balla ognuno per conto suo

vezio trifoni
Nella scuola di latino-americano si balla ognuno per conto suo

A “Barrio Latino” i frequentatori sono passati da 300 a 100 Gli animatori aspettano le linee guida e intanto ripartono i corsi per i bambini

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Tra le tante discipline in difficoltà a causa dell’epidemia di coronavirus ci sono anche le scuole di ballo latino-americano. Prima dell’epidemia alla scuola “Barrio Latino”, nella zona di Prato Ovest c’erano 300 ballerini, soprattutto adulti, che la sera si ritrovavano per ballare la salsa, la bachata, il cha cha cha, il mambo, la pachanga, la rumba, il valzer, la polka e la mazurka.

«Ora siamo in poco più di 100 – spiega Valerio Ponzo – e siamo una delle poche scuole che ha riaperto seppur con mille problemi. Di solito utilizziamo 3 sale per divertirci nelle varie discipline ma a causa del contingentamento e del distanziamento ne utilizziamo solo due e chiaramente distanziati. Abbiamo delimitato lo spazio per ogni allievo e ognuno potrà ballare solo all’interno della sua area e da solo. Noi facciamo parte della federazione danza sportiva oltre ad essere associati al Coni e affiliati al Csen. La prossima settimana devono darci le linee guida per poter ballare in coppia. Per noi è fondamentale perché senza questa possibilità la nostra disciplina è monca. Avevo 12 istruttori e per ora ho dovuto dimezzarli. Proprio in questo periodo eravamo stati invitati a New York a un congresso internazionale mentre a marzo avevamo in programma Napoli e a maggio era previsto quello di Milano e salterà anche l’appuntamento toscano a cui tengono tantissimi nostri ballerini con il Salsa on Tour by Capannina di Viareggio. Davvero un momento difficile perché due mesi e mezzo di chiusura e ora tutte queste limitazioni ci mettono paletti difficili da superare. Altre scuole hanno deciso di non riaprire e di aspettare la possibilità di poter attivare i corsi normalmente. Noi abbiamo deciso di fare attività anche perché tanti nostri allievi avevano voglia di tornare a ballare».

Tra l’altro volevate aprire anche a Firenze e molti vi avevano chiesto di potervi esibire all’aperto? «Prima della chiusura generalizzata c’era tanto interesse e avevamo trovato uno spazio anche a Firenze per i tanti appassionati di latino perché garantiamo divertimento e professionalità – continua Ponzo – Un’altra soluzione temporanea è quella di trovare spazi all’aperto per fare attività e poter ballare. Abbiamo richieste dal centro storico ma dobbiamo capire bene come poter superare la soluzione di coppia».

Intanto nel pomeriggio sono ripartiti i corsi per bambini. «Abbiamo il caraibico dagli 8 ai 13 anni, la zumba, il gioco caraibico dai 4 ai 7 anni e la baby dance, l’hip hop e la break dance – dice la direttrice Vittoria Faini – È un modo divertente per stare impegnate e in modo attivo. C’è la musica e si impara il ritmo. Penso che per le ragazzine sia davvero bello e stimolante partecipare a questi corsi. Quando si ha padronanza della tecnica si possono davvero fare dei miglioramenti importanti anche per quanto riguarda la postura e il ritmo personale». —

vezio trifoni

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