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L’ospedale ha retto bene all’emergenza coronavirus
La Terapia intensiva del Santo Stefano diventa il reparto di riferimento dell’Asl. Trasferito un paziente da Empoli. Di Natale: "Mai raggiunto il tutto esaurito"
PRATO. L’ospedale Santo Stefano ha retto meglio di altri all’emergenza coronavirus e la Terapia intensiva diventerà il reparto di riferimento per tutta l’Asl Toscana Centro. Per questo un paziente è stato trasferito da Empoli a Prato, dove i ricoverati in Terapia intensiva sono ora 4. Rimarranno attive le Terapie intensive di Pistoia e Ponte a Niccheri, mentre nel reparto di Santa Maria Nuova ci sono ancora due pazienti, che potrebbero essere presto dimessi. Sono state le autorità sanitarie a tracciare un bilancio di quasi tre mesi (dal primo caso del 2 marzo) ieri mattina nel corso della visita del presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, all’ospedale, presenti il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese e i consiglieri regionali Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini.
Giani ha elogiato l’efficienza dell’ospedale di Prato e Guglielmo Consales, direttore della Terapia intensiva ha fornito qualche cifra sull’attuale stato delle cure. Sono 10 i posti letto riservati ai malati Covid (solo tre occupati in questo momento), mentre altri 10 sono riservati a pazienti affetti da altre patologie. Altri 22 letti sono disponibili per pazienti Covid fuori dalla Terapia intensiva. Il primario di Chirurgia 2, Massimo Di Natale, ha sottolineato come nel corso dell’emergenza non si sia mai raggiunto il tutto esaurito nell’area Covid.
A seguire il presidente del consiglio regionale ha visitato l’Interporto di Prato, insieme col presidente Francesco Querci, il direttore Daniele Ciulli, il membro del consiglio di amministrazione Andrea Dominjanni. Un’occasione per parlare del previsto ampliamento della struttura verso Campi Bisenzio, dello sviluppo del trasporto merci su rotaia e per visitare l’area etrusca di Gonfienti.
«È importante valorizzare e puntare sullo sviluppo dell'Interporto come piattaforma logistica di interscambio tra traffico veicolare su gomma e strada ferrata dell'Italia centrale - ha spiegato Giani - Il valore dell'identità culturale che gli scavi etruschi conferiscono a questo luogo, raccordandone la grande città che vi era nell'antichità con l'attraversamento degli Appennini e il corrispondente insediamento di Marzabotto, ne valorizza l'aspetto culturale rendendolo un sito di assoluto significato».
A parlare dello sviluppo della rete interportuale è stato anche il consigliere regionale del Pd, Nicola Ciolini: «La Regione deve impegnarsi per trovare nuove modalità per finanziare i contributi del ferro-bonus. Un bando che dovrà andare a sostegno delle realtà toscane che operano nella logistica – ha spiegato Ciolini - Al momento il finanziamento è di 420mila euro: risorse che andranno implementate e finalizzate solo agli operatori che hanno partenza o arrivo in Toscana. Ritengo inoltre che nella prossima legislatura andrà affrontata la discussione sul futuro dell’area etrusca di Gonfienti, che dovrà essere valorizzata».
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