Il Tirreno

Prato

il futuro della scena pratese 

Il Politeama sotto le stelle e il Metastasio da reinventare

Azelio Biagioni
Ecco come si è presentato ieri mattina l’interno del Politeama dopo aver tolto le poltrone
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Ecco come si è presentato ieri mattina l’interno del Politeama dopo aver tolto le poltrone

Da martedì 26 sono sparite le 750 poltrone della platea per lasciare spazio ad una “piazza”. D’Ippolito: "Stiamo lavorando per ripensare le sedute per i nostri quattro teatri"

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PRATO. Cambiano volto i teatri in vista della riapertura dopo il periodo forzato di chiusura in seguito all’emergenza Covid-19.

Politeama. Ieri mattina al Politeama sono state tolte le 750 poltrone dalla platea. «Ora – spiega il presidente del teatro Maurizio Nardi – c’è uno spazio di 1500 metri quadrati. Una sorta di piazza che è a disposizione della città da quando potremo riaprire il Politeama, ovvero dal 15 giugno e per tutto il periodo estivo. Un teatro – aggiunge – che potrà ospitare eventi e manifestazioni culturali e spettacoli in questa grande piazza. Una piazza tra l’altro semicoperta – sorride Nardi – grazie alla cupola del teatro che può essere aperta o chiusa». Uno spazio che potrebbe anche essere utilizzato per eventi del settembre pratese o per altri appuntamenti durante l’estate. Quando ripartirà la stagione teatrale 2020/2021 (ancora è prematuro dare una data) le poltrone torneranno al loro posto, anche se non potranno essere utilizzate tutte. «Sarebbe impensabile – termina Nardi – assistere ad uno spettacolo di prosa stando in piedi».

Metastasio. «Ci siamo affidati ad alcuni architetti arredatori d’interni – racconta il direttore del Met Franco D’Ippolito – per capire quali possono essere le soluzioni migliori da adottare in vista della riapertura». Il teatro riprenderà l’attività dopo l’estate. «Intanto – annuncia D’Ippolito – per quanto riguarda il progetto Ex Fabrica nel giardino del Fabbrichino, che ogni estate realizziamo col Tpo, stiamo cercando di capire come poterlo realizzare, con un occhio di riguardo ai bambini e ai ragazzi».

Ma D’Ippolito spiega anche che nonostante ci sia una data indicata per la ripresa degli spettacoli con pubblico non ci siano invece indicazioni precise sui protocolli da rispettare: «Né nei confronti dei lavoratori in uffici e in spazi tecnici - dice - né per le prove. E se non proviamo non possiamo presentare spettacoli». Come ripensare, quindi, il Metastasio e gli altri tre teatri collegati, ovvero Fabbricone, Fabbrichino, Magnolfi? «Il Dpcm prevede che per gli spettacoli al chiuso siano previste massimo 200 persone fra pubblico, attori, tecnici e personale di sala – spiega il direttore del Met - Stiamo lavorando con un gruppo di architetti arredatori di interni a un progetto per capire come ripensare le sedute per tutti e quattro i teatri. Le sedute saranno distanziate in questo tempo come se fossimo in uno spazio nuovo e diverso».

Per quanto riguarda il Met, fra le prime ipotesi c’è quella di togliere le poltrone della platea e ricoprire la platea stessa con un palco. «In questo momento – spiega il consulente artistico Massimiliano Civica – questa operazione ci permetterebbe di mettere solo le sedute col numero che può entrare a teatro, e far si che i condizionamenti del Coronavirus vengano percepiti dagli spettatori non come una cosa da leggere col segno meno bensì come occasione di creatività. Entrare al Met vedendo la platea come un grande palcoscenico e vedere gli spettatori che stanno nei palchetti in totale distanza di sicurezza, credo sia trovare la quadratura del cerchio – prosegue Civica - Ovvero far entrare le persone in uno spazio nuovo, bello, farle sentire tranquille e permettere agli artisti, attraverso la loro creatività, di trovare un modo di fare uno spettacolo nella platea. Creare uno spazio - termina Civica - che a seconda delle esigenze dei vari attori che lo andranno ad abitare potrebbe vedere artisti dove c’è oggi la platea e gli spettatori sui palchi, o il numero giusto degli spettatori in platea e gli attori in palcoscenico, ma anche alcuni spettatori sul palcoscenico e attori che recitano in platea».

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