Il Tirreno

Prato

centro storico 

Niente ordinanza “stop movida” meglio l’autoregolamentazione

M. L.

Il Comune, le associazioni di categoria e alcuni esercenti di locali stanno cercando un punto di incontro per garantire la sicurezza

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PRATO

Niente ordinanze per il momento, meglio un codice di autoregolamentazione fra gli esercenti per porre freno alla movida sfrenata post quarantena. Con un punto fermo: mai più scene come quelle che si sono viste nello scorso weekend, soprattutto in vista della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica prevista in prefettura (forse giovedì).

Dopo la riunione di ieri mattina con le assessore Benedetta Squittieri (attività produttive) e Flora Leoni (sicurezza, Confcommercio e Confesercenti sfrutteranno l’intera giornata di oggi per portare entro le 18 una proposta condivisa sul tavolo del Comune.

Presenti, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, anche alcuni titolari di attività come Fausto Bagattini (Kaldi’s Kaffe), Francesco Fratini (i Frari e Boves), Simona Marinari (Le Barrique). Gli esercenti potrebbero optare per lo stop alla vendita delle bevande d’asporto (somministrazione solo ai tavoli, come a Milano) oppure decidere di abbassare prima la serranda, come peraltro hanno già fatto nel weekend scorso alcuni. Terza ipotesi: il ricorso agli steward per controllare le distanze di sicurezza. Su questo il ristoratore Renzo Bellandi (Fiepet Confesercenti) ha proposto al Comune una defiscalizzazione per abbattere le spese dei commercianti. Il Comune vorrebbe dunque evitare l’ordinanza.

«Una misura restrittiva che andrebbe a colpire i locali, tenendo conto che molti di questi hanno dimostrato un atteggiamento responsabile nello scorso weekend – sottolinea Squittieri - Sono loro, gli esercenti, a chiederci aiuto». Oggi dunque si deciderà. Il problema non è tanto la fascia oraria della cena ma il rito del drink serale con gli assembramenti di persone e i comportamenti maleducati di alcuni avventori.

««Siamo fiduciosi – osserva Bellandi - Quella dell’autoregolamentazione è una soluzione “democratica”». Sorvegliate speciali sono le strade più strette come via Settesoldi. Qui gli esercenti non possono aggiungere altri tavoli sulla strada. Una valvola di sfogo nel raggio di 100 metri potrebbe essere piazza delle Carceri su cui però le regole di occupazione del suolo pubblico sono stringenti. Una vecchia ordinanza risalente alla giunta Cenni mette paletti per la somministrazione di cibo al fine di salvaguardare la pedonalizzazione. Ma Il Dek e il Bacchino hanno tavolini e dehors. «No all’occupazione sfrenata in un luogo frequentato da tanti bambini. Con i locali di via Settesoldi stiamo cercando una soluzione». —

M. L.

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