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I Grassi salvano i beni personali dal fallimento
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Il Tribunale ha respinto venerdì la richiesta del curatore fallimentare di estendere ai componenti della famiglia Grassi il fallimento della Grassi snc, l’impresa di costruzioni dichiarata fallita l’anno scorso dopo che il concordato preventivo non era andato a buon fine. La Grassi snc era stata costituita per mettere insieme le società del gruppo Grassi e tentare il concordato. Per oltre sette anni i dipendenti hanno chiesto invano di riscuotere gli stipendi arretrati, che calcolano in 650mila euro. Una relazione del curatore fallimentare Leonardo Castoldi aveva convinto la Procura (nelle persone dei sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli) che i tre fratelli Grassi hanno continuato a dirigere la holding. Per questo avevano chiesto che il fallimento fosse allargato ai beni personali dei fratelli, ma il Tribunale ha accolto la tesi difensiva, secondo la quale questo non è consentito dalla procedura e dunque i beni personali sono rimasti al sicuro e gli ex dipendenti, creditori privilegiati, sono rimasti a bocca asciutta. —
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