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L’appello: «Bocciate mia figlia» Dal ministero nessuna risposta

alessandro formichella
L’appello: «Bocciate mia figlia» Dal ministero nessuna risposta

Mamma di una ragazza autistica scrive alla ministra dell’Istruzione Azzolina per denunciare l’inefficacia del sistema scolastico nei confronti dei disabili

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«Bocciate mia figlia»: è l’appello che la mamma di una adolescente affetta da una grave forma di autismo rivolge al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la decisione assunta dal Ministero lo scorso 16 maggio sulla libertà di valutazione dell’anno scolastico obbligando le scuole, di fatto, a promuovere tutti gli studenti. La ragazza frequenta la terza media in una scuola di Prato e a settembre dovrebbe entrare in prima superiore, ma secondo la madre sua figlia non è ancora pronta a questo passaggio. «Dal 5 marzo ogni rapporto e ogni relazione per mia figlia si è interrotta – sottolinea la madre della ragazza –Come può affrontare una scuola superiore? Le leggi non possono ignorare i singoli casi di studenti con disabilità importanti per i quali il percorso di rapporti e relazioni umane risulta insostituibile. Mentre per la maggior parte degli studenti la promozione rappresenterà una gratifica – aggiunge – per mia figlia equivarrà paradossalmente a una sostanziale bocciatura poiché pur avanzando nel percorso scolastico rimarranno di fatto inalterati, per il prossimo anno scolastico, gli obiettivi del programma educativo personalizzato che non ha raggiunto». La ragazza non utilizza alcun supporto informatico, è affetta da una forma importante di autismo e non interagisce con la parola. Fino ad adesso, per quanto hanno potuto operare, sempre a distanza, due insegnanti di sostegno hanno cercato di mantenere il programma educativo, ma con ostacoli insormontabili come quello appunto della assoluta assenza di relazione e interazione con l’aula. Per questo, l’appello si fa ancora più forte. «Bocciate mia figlia, lo chiedo per permetterle di riprendere il percorso educativo che si è bruscamente interrotto a marzo. In questi casi la perdita di un equilibrio comporta la necessità di ripartire e rimodulare l’intervento», dice ancora la mamma. E in questo periodo non solo si è resa complicata la didattica, ma a causa del Covid 19 sono stati sospesi tutti gli interventi a sostegno della ragazza da parte degli operatori sanitari. Sostegno che ripartirà ma solo nel momento in cui ci si sarà libertà di movimento in tutto e per tutto. «È stato difficile in questi ultimi tre anni dare un equilibrio e un percorso educativo personalizzato a mia figlia. In pochi mesi a causa del coronavirus, molto di questo lavoro è andato perduto», dice ancora la madre evidenziando che la “bocciatura” significherebbe riprendere in mano un progetto didattico e educativo che, secondo il suo giudizio, non potrebbe che apportare miglioramento. L’appello, oltre al ministro Lucia Azzolina è rivolto anche ai dirigenti scolastici della scuola che frequenta l’adolescente. Dal ministero per ora non è arrivata alcuna risposta. «Per alcuni studenti con disabilità la didattica a distanza ha funzionato – ha scritto la madre su Facebook – ma per altri, come nel caso di mia figlia, che presentano maggiori difficoltà di accettazione degli strumenti tecnologici, non è andata così, nonostante il grande impegno che le insegnanti hanno investito per ovviare a tale difficoltà». —

alessandro formichella

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