Il Tirreno

Prato

la ripartenza difficile 

Boom di studenti e meno insegnanti Torna il rischio delle “classi pollaio”

maria lardara
Boom di studenti e meno insegnanti Torna il rischio delle “classi pollaio”

La Cgil denuncia la perdita di 32 cattedre a fronte di un aumento di 687 alunni tra scuole medie e superiori

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO

Per loro i cancelli si riapriranno a settembre, Covid permettendo. Ma la Fase 2 della scuola pratese avrà un gap di partenza. Una situazione penalizzante sia per docenti che per studenti, leggendo le ultime comunicazioni del Provveditorato sulla formazione di classi e organici docenti. Uno squilibrio numerico di non poco conto se è vero che, secondo le stime della Flc Cgil pratese, da una parte i docenti diminuiranno e, dall’altra, aumenteranno gli studenti sui banchi di medie e superiori: +687 iscritti per settembre. Altro che 16mila prof in più nelle classi di tutta Italia promessi dalla ministra Azzolina. A Prato si taglierà ancora per l’anno scolastico 2020/2021. Una sforbiciata di 120 posti in tutta la Toscana, non è dato sapere quanti sfumeranno qui. Ma la nostra realtà scontava già una perdita di cento posti, per un errore dell’amministrazione che tre anni fa avrebbe fatto male i conteggi delle cattedre assegnate ogni anno alle province, secondo la Flc Cgil. Di queste cento cattedre, 68 sono state recuperate nel corso del tempo ma questo non è bastato per tamponare la carenza cronica di docenti. «In sostanza, si prospettano nuovi tagli all’organico di diritto quando non sono stati ancora tutti recuperati i posti andati in fumo», spiega la segretaria della Flc Cgil pratese Filomena Di Santo. In totale, si perderebbero 32 cattedre. La Flc Cgil grida all’assurdo con l’addio solo a parole delle “classi-pollaio” (la previsione è di tornare a scuola con 15 bambini in classe). Sì perché, in controtendenza con il trend toscano, prosegue l’aumento della popolazione scolastica sul territorio. Stando al monitoraggio degli iscritti, l’unico segno meno lo incassa la primaria mentre un lieve incremento si registra alla materna. Ma soprattutto è boom di iscritti alle medie (+ 112) e superiori (+575) in una situazione di incertezza sul piano epidemiologico. Meno insegnanti da una parte e, dall'altra, un'infornata di studenti che manderà in crisi gli spazi degli istituti già sacrificati. «Ci chiediamo perché non sia stata pianificata in modo adeguato l’edilizia scolastica quando il trend degli iscritti aumentava alla primaria», s’interroga Di Santo. A raccogliere il grido d’allarme del sindacato è la consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti, per la quale «il taglio agli organici è assolutamente inopportuno in un momento in cui avremmo bisogno di più personale». Se Bugetti porterà la questione all’attenzione dell’assessora regionale Cristina Grieco, il parlamentare Pd Antonello Giacomelli ha pronta un’interrogazione per la ministra Azzolina per chiederle di rivedere le assegnazioni per settembre. Il deputato ricorda che, più di altre realtà, Prato ha bisogno del 100% di cattedre per affrontare una realtà che vede crescere la popolazione scolastica e, in particolare, gli alunni con bisogni educativi speciali compresi gli alunni di origine non italiana. —

maria lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera