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Scoperta una distilleria clandestina di grappa di riso
I carabinieri hanno denunciato tre cinesi che avevano messo in piedi un'attività non consentita tra la Declassata e l'autostrada Firenze-Mare
PRATO. Una distilleria clandestina è stata scoperta dai carabinieri in via delle Viottole, tra la Declassata e l'autostrada Firenze-Mare nelle vicinanze del casello di Prato Est. Tre cinesi di 35, 36 e 53 anni sono stati denunciati con l'accusa di fabbricazione clandestina di bevande alcoliche e deposito incontrollato di rifiuti. E' l'esito di un controllo eseguito ieri, 15 maggio.
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Ad allertare i militari era stato nei giorni scorsi il forte odore avvertito durante una normale pattuglia per il controllo del territorio. Da li sono partite una serie di attività ricognitive finalizzate a monitorare l’attività dei tre soggetti e che ha provocato un'ispezione durante il quale i militari si sono trovati davanti ad una vera e propria attività produttiva per la realizzazione di un liquore caratterizzato da una gradazione talmente elevata da farlo classificare quale superalcolico. La distilleria era stata ricavata all’interno di un piccolo capanno in cui i tre cinesi avevano posato in opera tutta l’attrezzatura, in parte muraria ed in parte mobile, caratterizzata dalla tipica presenza di tutte le componenti quali tini, alambicchi, cappe e quant’altro necessario.
I carabinieri hanno trovato anche quasi settanta litri del liquore, pronto già per essere messo in commercio. A dare la dimensione dell’intensa attività produttiva che si svolgeva sul posto è stato soprattutto l’ingente quantitativo di scarto di lavorazione che era stato stoccato in un terreno adiacente e che poi veniva anch’esso venduto per gli usi più disparati.
Infatti oltre del reato di fabbricazione clandestina di alcol e di bevande alcoliche, i tre cinesi dovranno rispondere anche dell’illecito di deposito incontrollato di rifiuti previsto quale reato dal testo unico sull’ambiente. Il consistente quantitativo di rifiuto era infatti stoccato in assenza delle previste condizioni che ne garantiscono il pieno isolamento dal terreno e s’indaga anche insieme all’agenzia Regionale per la Prevenzione Ambientale per verificare eventuali rischi di contaminazione del sottosuolo e della falda acquifera.
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