Il Tirreno

Prato

IL PARTITO DELLO SPRITZ ALLA PROVA DEL VIRUS

3 MINUTI DI LETTURA





Combattuti tra la voglia di normalità e la paura di un colpo di coda dell’epidemia, ci siamo divisi in due partiti: quello dell’aperitivo subito e quello di chi predica prudenza. I primi, in barba alle norme che teoricamente sono ancora in vigore, sono in strada a sorseggiare lo spritz senza badare troppo al distanziamento sociale; gli altri continuano a fotografarli dalla finestra e a condividere le immagini sui social, con meno seguito di qualche giorno fa perché la “indinniazione” è un po’ passata di moda. Lo schema si ripete ovunque, anche a Prato, e non si tratta solo dell’aperitivo. Ci sono legioni di parrucchieri, estetiste, baristi, ristoratori, venditori ambulanti che vorrebbero sentire una parola chiara sulla mitica ripartenza e ancora, salvo eccezioni, non l’hanno sentita. Nel frattempo danno la caccia al plexiglass che comincia a scarseggiare e lucidano le forbici. Qualcuno tenta la fuga in avanti come Jean Louis David che già mercoledì ha inviato una mail a tutti i clienti col fatidico annuncio: “Finalmente aperti!!!” e cinque numeri di telefono, dai Gigli a Sesto Fiorentino, dal Parco Prato al negozio del centro storico, per le prenotazioni. Con un piccolo ma non secondario particolare: ancora non si sapeva la data della riapertura, insomma erano prenotazioni al buio, scommesse. Ci sono parrucchiere che hanno liste di attesa di due settimane, che smaltiranno lentamente.

Una situazione di incertezza che ha sparigliato anche gli schieramenti politici, col presidente della Regione Enrico Rossi in versione “freno a mano tirato” che si è trovato in rotta con la sua stessa maggioranza in consiglio. E il sindaco di Prato, che nelle scorse settimane si era fatto la fama del prudente, a scongiurarlo di riaprire al più presto per non fare altri danni all’economia.

E poi c’è la vita reale che riprende a scorrere, difficile imbrigliarla oltre certi limiti. In questi giorni a Prato il traffico è tornato quasi a livelli normali nonostante la chiusura dei negozi e i bar in modalità asporto. Ovviamente non vanno tutti al lavoro o a trovare i congiunti, ma di multe non si parla più, e anche i controlli coi droni nei parchi chiusi, annunciati dalla polizia municipale, sono passati in secondo piano.

Ancora sabato scorso c’erano le pattuglie dei vigili urbani con l’altoparlante a disperdere tentativi di assembramento nel centro storico, ma la gente non si è fatta scoraggiare e piano piano sta riconquistando lo spazio perduto nelle vie dello struscio. «Non li teniamo più» si lasciano sfuggire in palazzo comunale, riferendosi ai passanti come alle categorie economiche. E dunque già da oggi sarà una riapertura di fatto se non di diritto. L’effetto primavera non va sottovalutato, ma non bisognerà sottovalutare nemmeno i rischi di un ritorno di fiamma del contagio, che sono reali.

L’unica soluzione, Dpcm o non Dpcm, sarà affidarsi al buon senso. Andare in giro sì, sedersi ai tavolini fuori da bar e ristoranti, senza dimenticarsi però che anche il virus è ancora in giro. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web