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Come trovare sponsor nonostante il Covid-19
Irene Sanesi parla del libro nel quale spiega le strategie per raccogliere fondi destinati alle istituzioni culturali
PRATO. Come reperire sponsor culturali nell’era coronavirus? Ce lo spiega nel suo ultimo libro Irene Sanesi, esperta in economia gestione e fiscalità della cultura. Innanzitutto titolo e tematica del suo quarto libro, uscito in questi giorni? «Il libro, che è un e-book per i tipi di Marcos y Marcos, ha un titolo programmatico “Give back. L’arte del fundraising per la cultura”. Give back è l’espressione anglosassone che indica la restituzione come segno di gratitudine. Si tratta di un manuale pratico, il primo in Italia dedicato alla raccolta fondi per la cultura».
Colpa del coronavirus ovvero dell’obbligo di stare un po’ più in casa, oppure il nuovo libro era già in cantiere?
«Il libro è il frutto di un lungo percorso di esperienza nel fundraising in realtà, ma la scelta dell’e-book è maturata con la casa editrice proprio all’inizio della pandemia: uno strumento aggiornabile e agile a disposizione degli operatori culturali».
Di cosa si parla?
«Sono quasi 400 le pagine ma non c’è da spaventarsi perché di fatto sono “immagini testuali” suddivise in capitoli che rappresentano un crescendo dentro l’universo della raccolta fondi: dal decalogo iniziale fino all’alfabeto finale, passando dalla stella del fundraising, un approccio inedito rispetto al modello piramidale. E poi non poteva mancare tutta la parte giuridico/fiscale con tanto di esempi: dal contratto di sponsorizzazione alle nuove detrazioni della riforma del Terzo Settore».
L’esperienza alla presidenza del Centro Pecci ha contribuito alla stesura?
«Certo, è stato uno dei passaggi fondamentali: il Centro Pecci e il suo staff sta nei ringraziamenti insieme agli altri due miei incarichi istituzionali: Santa Croce e la Fondazione Datini. Con il Centro Pecci siamo partiti dai fondamentali: la scelta del fundraising come dipartimento interno al museo e la costruzione della squadra, il piano strategico, il funding mix, il bilancio sociale per arrivare ad essere la prima performance italiana nel contemporaneo con 1/3 di autofinanziamento».
In futuro caleranno le sponsorizzazioni alla cultura?
«In linea generale penso purtroppo di sì. Pensare oggi di scegliere il mercato corporate per raccogliere fondi significa individuare quei settori merceologici in controtendenza, e non sono molti. Oggi probabilmente mi orienterei su altre punte della stella del fundraising, in primis le erogazioni da privati e le liberalità di istituzioni filantropiche straniere e poi attenzione ai bandi europei in prossima uscita». —
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