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Le riaperture sono un rebus Via libera dal 18? Non è detto
Per il sindaco Biffoni martedì sembrava fatta, poi la frenata della Regione «Ma rinviare i ristoranti al 25 sarebbe un problema, servono chiarimenti»
prato
Martedì sembrava fatta: si riapre tutto lunedì 18. Lo ha annunciato il sindaco Matteo Biffoni, che però poi ieri mattina ha sfogliato i giornali e ha capito che non sarà così semplice. Anzi, probabilmente non sarà. Perché sulle riaperture di negozi, parrucchieri e ristoranti ci sono due linee di pensiero, quella dello stesso Biffoni che appunto martedì ha annunciato il via libera dal 18, e quella del presidente della Regione Enrico Rossi, che dopo aver chiesto insieme ai colleghi governatori maggiore autonomia per le Regioni, ora frena e vorrebbe aperture scaglionate. Dunque il 18 i negozi, il 21 i parrucchieri, il 25 i ristoranti. Questa è una delle ipotesi in campo, sulla quale anche ieri a Firenze si è continuato a discutere. «Rimandare al 25 per i ristoranti sarebbe un problema - taglia corto Biffoni - C’è tanta gente che chiede di lavorare, o in alternativa di accedere a sostegni economici che però sono arrivati a pochi. Io non so in quanti avranno voglia di andare al ristorante quando riapriremo, ma bisogna rendersi conto che qui ci sono circa 4.000 imprese tra ristorazione, estetica, parrucchieri e negozi che hanno pagato un prezzo altissimo al blocco».
Il problema, per Biffoni e per i ristoratori, è che ora tutto dipende dalla Regione. Improbabile uno strappo, anche se Biffoni ha chiesto un incontro a Rossi come presidente di Anci Toscana. Il presidente della Regione probabilmente attenderà fino a stasera, quando è in programma una Conferenza Stato-Regioni che dovrebbe dare indicazioni più precise.
«Sul come si può discutere - dice il sindaco - ma sul quando non si può rimandare ancora. Penso ai negozi di parrucchieri ed estetisti che, al netto di poche eccezioni, sembrano già pronti a garantire le condizioni di sicurezza».
Ma più in generale Biffoni deve fare i conti con una diffusa voglia di ripartire, non solo dal lato dell’offerta ma anche da quello della domanda. Lo si vede in questi caldi pomeriggi di maggio, dove le strade del centro sembrano tornate quasi alla normalità, con aperitivi “diffusi” intorno ai bar che teoricamente dovrebbero garantire solo l’asporto.
Biffoni prova a dirla così: «Si manda fuori la gente, si consente di andare a fare attività motoria e a trovare i congiunti, presto anche gli amici: in questa situazione sarebbe illogico frenare la riapertura di certe attività».
E però bisognerà aspettare il via libera della Regione, che non potrà essere dalla sera alla mattina. «Entro venerdì (domani per chi legge, ndr) bisognerebbe avere i necessari chiarimenti». Nel frattempo si lavora alle mitiche “linee guida” sulla protezione individuale, mentre negozianti, ristoratori, parrucchieri ed estetiste scalpitano. —
paolo nencioni
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