Il presidio
La salvezza saranno i tavolini nelle piazze
Alfredo Dolfi (Caffè Buonamici): «Le linee guida dell’Inail sono inapplicabili e confuse, con quelle non riapriamo»
prato
Metti una tazzina di caffè a distanza di sicurezza. La fase 2 salverà il rito dell’espresso al bar ma niente chiacchiere al bancone. «Le linee guida Inail sono inapplicabili e confuse: con quelle non riapriamo. Così si lavora in perdita». Parola di Alfredo Dolfi, presidente dei commercianti del centro storico di Confesercenti. È uno dei soci del Caffè Buonamici, il centralissimo bar che ha rialzato la serranda il 4 maggio per il take away. Quel bandone tirato su all’ombra della fontana del Bacchino è un faro nel salotto buono della città. Ma l’attività ha cambiato pelle, i numeri dei pranzi di una volta sono un ricordo. All’ingresso il gel disinfettante è di rigore mentre i pratesi fanno capolino sull’uscio e chiedono date certe sulla riapertura.
«Abbiamo una trentina di tavoli – racconta Dolfi – Se riusciremo a mantenerne venti, si potrà pensare a una ripartenza. Con dieci tavoli no. Non sappiamo ancora se dovremo mettere un pannello al bancone». Ma anche quando il Caffè Buonamici tirerà su il bandone non saranno rose e fiori. Il ritorno alle abitudini sarà lento e graduale.
«Ci sono famiglie che hanno ancora paura a uscire. La sera si vede così poca gente in giro…». La partita dei tavolini condiziona il fabbisogno di personale. Meno coperti, meno servizio. «Non si può pensare di rimettere in cassa integrazione i nostri cinque dipendenti», dicono i soci del Buonamici dietro il bancone. L’unica salvezza è altro spazio per non perdere le sedute all’aperto.
Il Caffè Buonamici “benedice” la proposta nel cassetto del Comune per “allargare” i tavolini degli esercenti nelle piazze del centro storico. Piazza del Comune è lì, a un passo. «Può essere una buona soluzione – sottolinea Dolfi – Servono regole chiare e snelle per evitare che gli esercenti siano appesantiti dalla burocrazia». In attesa delle linee guida nazionali e regionali, i locali più piccoli della movida pratese sono quelli che potrebbero rimetterci di più, in termini di spazio. Ben venga quindi la possibilità di usufruire delle piazze trasferendo i tavoli a pochi metri dal locale.
Ci crede Francesco Fratini, titolare del ristorante Boves e dei Frari. Soprattutto il locale di via Garibaldi prevede di perdere il 60-70% delle sedute. «Siamo pronti a ripartire la settimana prossima ma bisogna capire quale sarà la distanza autorizzata fra i tavoli. Se l’alternativa sono le barriere trasparenti per dividere i clienti, non credo ci sia plexiglass per tutti i ristoratori». – m. l.
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