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Prato

l'epidemia

Test sierologici, su 380 solo 4 sono risultati positivi

Un operatore mentre esegue un test sierologico
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Un operatore mentre esegue un test sierologico

Conclusa la prima fase della campagna di screening promossa dalla Provincia relativa ai comuni medicei, dalla prossima settimana si passerà agli altri comuni

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PRATO. È terminato venerdì 8 per i comuni di Poggio a Caiano e Carmignano il ciclo di test sierologici della campagna di screening promossa dalla Provincia sui primi due gruppi di persone appartenenti alle categorie ritenute più a rischio, quelle cioè che durante la prima fase dell’emergenza non hanno mai sospeso la loro attività. Nello specifico si tratta di volontari e dipendenti comunali del sistema di protezione civile. Ad oggi sono state testate un totale di 380 persone appartenenti a queste due categorie nei vari comuni, di cui 219 tra Poggio e Carmignano.

Del totale, 4 persone sono risultate positive al test sierologico e hanno eseguito il tampone, così come previsto dal protocollo della campagna, che ha dato esito negativo. Nella prossima settimana i test andranno avanti nei comuni di Vaiano, Cantagallo, Prato e Vernio, secondo il calendario stabilito in accordo con i Comuni stessi, sempre seguendo il criterio dell’esecuzione su persone maggiormente esposte al rischio contagio prima, per allargarsi ad ulteriori fasce della popolazione successivamente.

La campagna di screening è promossa dalla Provincia insieme ai Comuni dell’area pratese, con la collaborazione della sezione di igiene e medicina preventiva del dipartimento di scienze della salute dell’Università di Firenze, del dipartimento della prevenzione dell’Asl e della Società della salute e prevede l’esecuzione di un totale di 10mila test sierologici.

«Cominciano ad arrivare i primi dati significativi della campagna – commenta il presidente della Provincia Francesco Puggelli – abbiamo già testato infatti ben 380 persone e più del 40% di una delle categorie maggiormente a rischio e cioè i volontari di protezione civile. La lettura del dato complessivo – spiega Puggelli – ci dice sostanzialmente due cose: da un lato ci conferma una buona situazione epidemiologica nella nostra provincia e questo fornisce la base per avanzare l’ipotesi di una riapertura differenziata su base territoriale. Dall’altro, ci dà la prova che le misure anticontagio adottate dalle associazioni di volontariato di protezione civile funzionano».

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