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Mancano le mascherine e il porta a porta si ferma a due terzi dell’opera
prato
Il secondo giro della consegna delle mascherine si è bloccato quando mancava un terzo delle famiglie pratesi e questo è successo per la mancanza delle protezioni. Il fatto è emerso nella riunione congiunta tra le Commissioni 3 e 4. Tra l’altro le mascherine distribuite ai cittadini sono quelle di tipo chirurgico e non quelle “made in Toscana” che la Regione aveva inviato alle farmacie e ai supermercati.
È stato lo stesso sindaco Matteo Biffoni a chiarire il punto, sollecitato dalla minoranza. Al momento la distribuzione del restante terzo di famiglie è praticamente ferma. Per ora sono state utilizzate una parte le mascherine chirurgiche date dalla Regione attraverso la Protezione civile e a queste, nel momento in cui sono mancate, si sono aggiunte quelle di alcune donazioni.
«Stiamo attendendo – spiega Sergio Brachi, responsabile della Protezione civile comunale – altre 150 mila mascherine chirurgiche donate dalla Cina. Una parte di queste sono in dogana a Bologna in attesa di essere sdoganate, le altre ancora a Pechino che attendono di essere spedite. Con queste, e le altre in arrivo dalla Regione, contiamo di completare la consegna».
Il motivo per cui il Comune non ha voluto le mascherine bianche lo ha spiegato in Commissione lo stesso sindaco: «Avendo iniziato a distribuire le chirurgiche – dice Matteo Biffoni – ci è sembrato giusto fare avere alle famiglie pratesi lo stesso tipo di protezioni e non fare differenze».
La consegna porta a porta delle mascherine, per la quale il Comune di Prato si era battuto chiedendo alla Regione di poter continuare a utilizzare questo sistema, riprenderà non appena le mascherina saranno nuovamente disponibili e verranno consegnate alla Protezione civile comunale. —
vezio trifoni
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