Il presidio
Banchi alimentari al mercato: scusate il ritardo
Il disappunto degli ambulanti: «Abbiamo perso mesi di lavoro». File ordinate e tanti pratesi con la mascherina
PRATO
Banchi di frutta e verdura, formaggi e salumi, piante e fiori, persino animali vivi. Andar per bancarelle nella fase 2 dell’epidemia e prove di ritorno a una normalità che passa anche dalla riorganizzazione del mercato settimanale. Dagli ingressi filtrati all’unico accesso consentito solo sul lato di viale Galilei. Solo in un'ora, fra le 10.30 e le 11.30, gli addetti di Consiag Servizi ai varchi avevano contato un centinaio di ingressi. File ordinate e tanti pratesi con la mascherina sotto il sole (la capienza massima era di 200). Ma gli ambulanti erano sul piede di guerra per uno stop forzato non avvenuto in altri Comuni. Come Alessandro Bendinelli e Brunella Marconi che vendono formaggi e baccalà. Sì, il baccalà che ieri mattina è stato il prodotto più gettonato del loro banco. «Siamo assimilabili alle botteghe alimentari. Abbiamo ricominciato il 18 aprile a Pescia e a Ponte Buggianese rispettando sempre tutte le regole del distanziamento. Solo a Prato niente». La coppia di ambulanti pensa alle prossime scadenze fiscali: Tari e tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Pagamenti rinviati ma non ridotti. «Sono tasse che prima o poi dovranno essere pagate - lamentano - Abbiamo perso due mesi di lavoro: la primavera è la stagione migliore per noi». Mirko Soldi vende piante e semenza. «Bisognava riaprire prima. Perché a Poggio a Caiano ho lavorato e qui no?». Roberto Calistri invece mette in discussione la chiusura del varco d’ingresso da via Protche: «Scoraggia l’affluenza ai banchi alimentari».
Di passaggio al mercato anche il consigliere d'opposizione Daniele Spada. «Bene la ripartenza ma mi chiedo come si sia aspettato così tanto. Non mi pareva impossibile riorganizzare tutto già diversi giorni fa. I mercati alimentari erano consentiti già dalla fine di aprile: è il Comune che non l’ha disciplinati». Oggi ritorneranno in piazza Lippi la bancarella dell’ortofrutta e il pescivendolo. «Ci rendiamo conto che la chiusura dei mercati anche per i banchi alimentari sia stato un sacrificio per molti ambulanti - fa notare l’assessora allo sviluppo economico Benedetta Squittieri - ma si è reso necessario per il grande numero di mercati rionali e per le dimensioni del mercato centrale che è il più grande della Toscana».
L’unico mercato all’aperto che è andato avanti è quello di filiera corta "Terra di Prato", ogni sabato mattina. «In quel caso – chiarisce Squittieri - è stata l’associazione che lo ha in gestione a farsi carico di tutti gli aspetti relativi alla sicurezza e al contenimento degli accessi». In vista del 18 maggio quando i banchi torneranno a essere 400 (in occasione della riapertura dei negozi di abbigliamento e scarpe), l’amministrazione sta mettendo mano a una revisione della piantina in funzione delle regole di distanziamento. —
Maria Lardara
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