Il presidio
Rapina a una coppia di imprenditori, arrestato un altro carabiniere
Ai domiciliari un brigadiere capo. Lo ha tirato in ballo il collega di pattuglia che era stato fermato già a dicembre. Secondo gli inquirenti i due avevano progettato un colpo ai danni di un portavalori che doveva fruttare un milione
PRATO. Volevano fare la bella vita, progettavano l'assalto a un portavalori e poi si sono accontentati di rapinare una coppia di imprenditori cinesi. Piccolo particolare: sono, anzi ormai erano carabinieri. E sono stati arrestati dai colleghi. Prima l'appuntato Ennio Serino, 36 anni; ora il brigadiere capo Giuliano Rosa, 54 anni, entrambi già in servizio al Nucleo radiomobile del comando provinciale di Prato. Serino è stato messo da poco agli arresti domiciliari dopo alcuni mesi in carcere, Rosa ai domiciliari ci è finito ieri, 28 aprile, su richiesta dei sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Massimo Petrocchi nell'ambito dell'inchiesta su una rapina compiuta il 3 maggio dell'anno scorso ai danni di una coppia di cinesi. Indagine che ha già portato a sette arresti: gli organizzatori, i basisti e gli esecutori materiali.
Secondo la ricostruzione fornita dal procuratore Giuseppe Nicolosi, Serino e Rosa avrebbero ideato il colpo dopo essere stati imbeccati da due venditori ambulanti di verdure, Giuseppe Zanfardino e Vincenzo Russo, di 41 e 45 anni, originari di Afragola come i tre esecutori materiali della rapina, Michele Langella Esposito, 60 anni, Giuseppe Riano di 33 e Antonio D'Avino di 38, arrestati il 9 agosto.
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Stando alle indagini, i basisti avrebbero segnalato ai due carabinieri che gli imprenditori cinesi tenevano in casa una grossa somma, centomila euro, e Serino si sarebbe messo in contatto coi tre esecutori materiali fornendo pettorine, palette e un falso mandato di perquisizione, poi servito per entrare nell'abitazione di via Foscolo, dove però trovarono meno soldi del previsto: 11.000 euro.
Fin dall'inizio gli inquirenti avevano intuito che Serino non si era imbarcato da solo nell'avventura. Sapevano che era spesso di pattuglia con Giuliano Rosa e avevano già collocato il telefono cellulare di quest'ultimo nelle vicinanze dell'abitazione degli imprenditori rapinati nel giorno e all'ora della rapina. A trasformare il sospetto in una certezza sono state le dichiarazioni di Serino, che ha fatto il nome di Rosa come suo complice. Lo stesso Rosa in questi giorni ha pubblicato una lunga riflessione sul suo profilo Facebook annunciando di aver chiesto il trasferimento a Firenze e invitando i colleghi ad andare avanti nel lavoro di tutti i giorni non curandosi di invidie e brutti pensieri. Poi ha cancellato il profilo.
Ma agli atti delle indagini c'è anche di più. Nonostante non risulti che i due carabinieri avessero problemi di soldi o particolari debiti, secondo quanto riferito dal procuratore NIcolosi, Serino e Rosa prima di organizzare la rapina ai danni della coppia di cinesi avevano pensato di organizzare l'assalto a un portavalori. Un colpo che avrebbe dovuto fruttare un milione di euro. "Il colpo che ti cambia la vita" avrebbe detto lo stesso Serino. Sarebbero già stati presi contatti con un soggetto che era in grado di facilitare la rapina ai tre "trasfertisti" in arrivo da Afragola, ma la proposta fu rimandata al mittente. Per questo si ripiegò sulla rapina ai cinesi, usando la stessa manovalanza in arrivo dalla Campania. E in effetti la vita di Serino e Rosa è cambiata, ma non nel modo che avevano immaginato.
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