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Coronavirus, solo due casi e nessun decesso a Prato
Il bollettino della Regione conferma il rallentamento dell'epidemia. Ecco cosa è successo a partire dal primo caso in provincia, diagnosticato il 3 marzo
PRATO. Due soli casi e nessun decesso in provincia nel bollettino di oggi della Regione sull’andamento dell’epidemia di Covid-19. Un trend incoraggiante che si conferma, dopo la giornata degli zero casi di lunedì, quando però si era verificata l’ultima vittima, Franca Volpi, la 78enne di Montemurlo. I casi passano così a 515, mentre i decessi secondo la Regione restano fermi a 40.
Due mesi a convivere con il virus attorno a noi e i contagi finalmente sembrano rallentare: nove da domenica a Prato, solo due nelle ultime ventiquattro ore. Sopratutto crescono i guariti; e se di questi un dettaglio provinciale manca, sono più di 2.500 oramai in tutta la regione e diversi anche nel pratese. Un segnale dunque incoraggiante. Trend positivo. E quello, consigliano gli addetti ai lavori, occorre guardare più che ai soli dati giornalieri, che possono spesso andare in su e giù per motivi indipendenti dalla diffusione del virus, con nuovi casi schizzati a volte in alto per il recupero di analisi che erano rimaste inevase o per gli screening avviati nelle residenze per anziani dove si sono scoperti positivi ospiti e sanitari che non avevano né uno starnuto né una linea di febbre.
Due mesi sono passati oramai dall'inizio dell'emergenza. Era il 24 febbraio quando fu diagnosticato il caso 1 in Toscana, quello di un imprenditore fiorentino sessantenne. A Prato il primo contagiato è arrivato il 3 marzo: per l'anagrafe si trattava a dire il vero di una 44enne fiorentina, ma si trovava dalla mamma a Prato quando si è sentita male e quindi come caso pratese è stato registrato. Il giorno dopo le scuole di tutta Italia avrebbero sospeso le lezioni in classe e una settimana più tardi molte attività economiche tirato giù i bandoni. Dai primi di marzo ad oggi a Prato e provincia si sono contati 515 casi di Covid-19 – almeno secondo la Regione, i numeri della Asl sono un po' più bassi – 40 i decessi, ma 42 considerando nel conto pure due anziani di Signa e Campi Bisenzio ospiti della casa di riposo di Comeana.
Il primo paziente che non ce l'ha fatta è stato proprio un'ospite della Rsa carmignanese: si chiamava Ilva Biancalani, avrebbe compiuto cento anni a luglio ed era il 17 marzo quando è venuta meno. Otto giorni prima si era scoperta positiva, assieme ad altri sette ospiti della casa di riposo, dopo che un infermiere si era ammalato ed erano scattati i primi controlli. Il 20 marzo è stata la volta di Guido Nucci, 89 anni, anche lui anziano della stessa Rsa dove alla fine saranno ventuno i positivi (ed altri quindici tra i sanitari).
Fino ad oggi tra i trenta ospiti fissi della casa di riposo e i nove anziani che la frequentavano solo di giorno sono sei i decessi con diagnosi ufficiale Covid che si sono succeduti. Poi il 20 marzo è arrivato il primo morto a Montemurlo, Angelo Grazzini. Se n'è andato il giorno dopo anche l'ex sindaco di Vernio, ma residente a Prato, Paolo Cecconi. Finora sono 31 i decessi a Prato, 3 a Montemurlo, 6 a Carmignano, 1 a Vaiano e 1 a Cantagallo. Dal 17 marzo quarantadue morti, praticamente uno al giorno. L'Ars, l'azienda regionale per la sanità, annota che a Prato si sono ammalati quasi 195 persone ogni 100 mila abitanti fino ad oggi. E' un dato probabilmente in difetto, perché non tiene conto dei tanti asintomatici che ci sono (anche altrove) e che emergeranno forse dagli screening diffusi.
A Vo' Euganeo in Veneto, dove i tamponi sono stati effettuati a tappeto, è emerso che il 43 per cento dei contagiati era privo di qualsiasi sintomo. Prato per tasso di contagi va peggio di altre province (Grosseto, Arezzo, Siena e Livorno) ma va meglio di Massa Carrara, che conta 501 casi ogni 100 mila abitanti; va meglio anche di Lucca (320), Firenze (289), Pistoia (207) e Pisa (quasi 199). La media in Italia si aggira attorno a 320 casi ogni 100 mila abitanti: la Lombardia svetta con quasi settecento.
Numeri della Asl alla mano, quelli dei bollettini quotidiani, fino al 27 aprile sono stati poco più di 280 i residenti a Prato che si sono ammalati dall'inizio dell'epidemia, 59 a Carmignano, 52 a Montemurlo, 12 a Poggio a Caiano, 16 a Vaiano, 6 a Vernio e 3 a Cantagallo. I maggiori picchi nei nuovi contagi si sono avuti tra la fine di marzo e i primi di aprile, con un'altra impennata a metà aprile. In tutta la Toscana sono 9.231 i casi di Covid finora diagnosticati e 811 le persone che non ce l'hanno fatta. Sono circa 20 toscani ogni centomila toscani, contro 128 (fino a qualche giorno fa) in Lombardia e 73 in Emilia Romagna. Prato da questo punto di vista è di nuovo a metà classifica tra le province toscane.
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