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Rossi a Figline polemizza col governo sulle riaperture
Il presidente della Regione ha celebrato il 25 Aprile ricordando i 29 martiri con un occhio all’attualità: «Per aspettare la Lombardia, tengono chiusa l’Italia»
prato
«Questo governo, per non chiudere subito la Lombardia, ha finito per impestare tutta l’Italia. E ora, in attesa di riaprire la Lombardia, tiene chiuso il resto d’Italia». Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi prima di rendere omaggio al monumento che ricorda i 29 Martiri di Figline, impiccati dalle truppe naziste in ritirata il giorno della Liberazione di Prato, il 6 settembre 1944. Rossi ha scelto Figline per celebrare la festa della Liberazione dopo aver pubblicato sul proprio profilo Facebook un messaggio ai toscani nei quali ricorda che 75 anni fa ci fu chi combatté per la libertà e chi si schierò dalla parte sbagliata. «Ci sono altri giorni per ricordare tutti i morti» ha detto riferendosi ai tentativi che anche quest’anno sono stati fatti per “annacquare” la festa del 25 aprile.
Inevitabili i riferimenti all’attualità prima della cerimonia a cui hanno preso parte anche il sindaco Matteo Biffoni e la presidente dell’Anpi Angela Riviello. Rossi venerdì sera ha firmato un’ordinanza con la quale concede alle concerie del distretto del cuoio di Santa Croce di riprendere parzialmente l’attività per salvare le merci deperibili ed è in attesa di buone notizie da Roma per la ripartenza del distretto tessile di Prato. Al momento non ci sono certezze. «Il ministro Patuanelli (Sviluppo economico, ndr) sembrava d’accordo con la nostra richiesta di un’apertura graduale – ha detto Rossi – Attendiamo le decisioni del governo. Certo, l’Italia non è tutta nelle stesse condizioni, se riaprissero l’Umbria o la Basilicata non avrei niente da dire». Rossi ha poi ribadito la sua convinzione che sia stato un errore delegare certe decisioni ai prefetti. Il riferimento è alla “falsa ripartenza” del distretto tessile di Biella che aveva fatto infuriare gli industriali pratesi. In mattinata il sindaco Biffoni insieme a una piccola delegazione aveva reso omaggio al monumento ai caduti in una piazza Santa Maria delle Carceri semideserta dove sono risuonate le note del silenzio, dell’inno di Mameli e di Bella Ciao.
Valbisenzio. I sindaci della Val di Bisenzio hanno condiviso il loro saluto per il 25 aprile sulle pagine Facebook dei Comuni mentre in mattinata si sono recati a depositare corone d’alloro nei diversi punti del territorio per onorare la memoria di chi, nella guerra di Liberazione dal nazifascismo, perse la vita.
«La libertà è come l’aria, ti accorgi di quanto sia importante soltanto quando non ce l’hai o se ti viene tolta – ha detto Guglielmo Bongiorno, sindaco di Cantagallo – Noi tutti oggi viviamo nell’emergenza e nell’attesa di riconquistarci quella libertà che ci serve per vivere. È stata questa la lotta di resistenza partigiana. Uomini e donne, giovani e anziani che hanno combattuto per lasciarci un sogno, la democrazia e un regalo, la libertà, l’aria che ci serve per respirare”.
Carmignano. Ai piedi del Campano della Rocca di Carmignano coperto da un grande tricolore, il sindaco Edoardo Prestanti e il presidente dell’Anpi sezione di Carmignano David Desideri, hanno voluto mandare un messaggio di speranza in questo periodo particolarmente difficile. Da oggi al 1° maggio, sul Giornale di Carmignano inizierà un cammino ideale sulle orme della Costituzione italiana, attraverso le video letture dei 12 articoli fondamentali, spiegate da sei donne. —
paolo nencioni
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