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Tari, passa la mozione che spacca l’opposizione

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Dilazioni e sconti sulla Tari, ma non "anno bianco fiscale" come aveva proposto Fratelli d'Italia. In consiglio comunale passa la mozione presentata dai consiglieri dell'opposizione Daniele Spada e Tommaso Cocci, con il voto della maggioranza di centrosinistra. La Lega si astiene, il Movimento 5 Stelle vota contro. La mozione impegna la giunta a prevedere un ulteriore rinvio della prima rata Tari per le imprese, da giugno a ottobre e, verificata la fattibilità economica, il saldo a febbraio 2021 e sconti per le imprese rimaste chiuse.

«Tra il centro-sinistra e noi l’opinione generale sulla città è ampiamente divergente - dicono Spada e Cocci - ma questo non significa che sui singoli provvedimenti, non ci possa essere una proficua interlocuzione alla luce del sole. Nei prossimi mesi il nostro esclusivo interesse sarà quello di far approvare qualsiasi provvedimento che possa dare ossigeno alle imprese».

«Noi abbiamo già fatto delle delibere sulle tariffe e sui nidi - dice l'assessore Benedetta Squittieri - riuscire a individuare dei risparmi dei mancati conferimenti e che siano evidenti è importante. La definizione delle categorie su cui si paga la Tari è complicata. Non ci impedisce di affermare un principio. Noi lavoriamo per rispondere ai bisogni di ha dovuto chiudere».

«Noi non siamo d'accordo con questa mozione e vogliamo più coraggio - dicono Claudio Belgiorno di FdI e Patrizia Ovattoni della Lega - e per questo chiediamo che le mensilità senza servizio vengano azzerate per le aziende». —

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