Meteo
Protesta “congelata” in attesa del sì di Roma
Le aziende che volevano la riapertura già in settimana sperano nel governo. Il pessimismo del deputato Silli
prato
L’ipotesi di un via libera alla riapertura delle fabbriche tessili lunedì 27 ha indotto i “ribelli” di Confindustria, quelli che volevano riaprire già martedì e non l’hanno fatto, a soprassedere per il momento dalla loro protesta. «Fare casino adesso sarebbe inopportuno», sintetizza Roberto Rosati del lanificio Fortex di Montemurlo, il promotore dell’iniziativa.
Ma l’ipotesi del 27 non è così scontata, almeno per il depurato di “Cambiamo” Giorgio Silli. «Ho appena sentito l’intervento del ministro Franceschini in aula - spiega Silli - Ha detto che non è certa nemmeno la riapertura di hotel e stabilimenti balneari. E il premier Conte continua a ribadire la data del 4 maggio. Vorrei poter essere più ottimista, ma purtroppo al momento non ci sono date certe ufficiali».
Dopo la presa di posizione di Confindustria Toscana Nord che martedì ha insistito per una riapertura del distretto tessile il 27 aprile, anche i deputati toscani del Partito democratico e di Italia Viva hanno rilanciato la richiesta del presidente della Regione Enrico Rossi in tempi rapidi.
«In queste ore ci siamo incontrati nelle modalità consentite con Rossi – si legge in una nota – e abbiamo insieme maturato la necessità di questa ulteriore presa di posizione condivisa dal governo regionale e dai parlamentari che fanno riferimento alla maggioranza che sostiene la Giunta».
«Rispettiamo – si afferma – le prerogative e la difficile responsabilità del Governo nel decidere» ma «non possiamo venir meno al dovere di rappresentare» specificità, difficoltà e rischi «del sistema produttivo toscano e di reiterare alla cabina di regia, che si riunirà nelle prossime ore, la richiesta che, nella uniformità di indicazioni nazionali per gli indispensabili criteri di sicurezza e di tutela, sia valutata, rispetto alle indicazioni note, la necessità del sistema toscano di tempi rapidi e certi di una ripartenza che consenta di avviare una difficile ripresa».
«Vogliamo porre ancora una volta all’attenzione del Governo – si legge ancora nella nota congiunta – la particolare situazione della Toscana che, da un lato sta rispondendo bene alla esigenza di contenere il numero dei contagi, dall’altro, per effetto delle necessarie misure di contenimento assunte, sta pagando un prezzo altissimo con il proprio sistema produttivo e rischia per il futuro di avere difficoltà molto accentuate, superiori a quelle di altri territori a recuperare, dalla manifattura moda, al turismo, alla cantieristica, ruolo nei mercati esteri». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
