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"Esporta" prostitute nonostante l'epidemia: arrestata
In manette una donna cinese di 40 anni che era già stata fermata l'anno scorso. Mandava giovani connazionali in giro per l'Europa. I clienti a Prato chiedono di andare negli hotel per paura del contagio
PRATO. L'epidemia di coronavirus non ha fermato la prostituzione cinese. Ha solo cambiato le abitudini dei clienti. Lo ha scoperto la squadra mobile della polizia che oggi, 23 aprile, ha nuovamente arrestato una quarantenne cinese che era già stata arrestata l'11 luglio dell'anno scorso nell'ambito dell'operazione "Notti d'oriente" su un vasto giro di lucciole ed escort che si prostituivano negli alberghi, tra cui un hotel al Macrolotto.
Secondo la polizia, una volta uscita dal carcere, la donna aveva continuato a reclutare giovani cinesi per avviarle alla prostituzione facendole arrivare in Italia con visti turistici. Quando il governo italiano ha chiuso le frontiere e i voli diretti dalla Cina, la donna si sarebbe adoperata per inviare le giovani cinesi anche in altri paesi europei. E’ inoltre emerso che tra gennaio e febbraio i clienti cinesi, preoccupati per il contagio, hanno chiesto all’indagata di poter incontrare le giovani prostitute all’interno delle stanze degli alberghi di lusso, invece che nei consueti affittacamere a basso prezzo, in quanto li ritenevano più puliti e sicuri per evitare di contrarre il virus.
Nel frattempo le indagini della squadra mobile avevano portato, nel mese di dicembre, all’emissione di ulteriori tre misure cautelari in carcere a carico di altrettanti cittadini cinesi, tra cui un noto quarantaquattrenne pregiudicato cinese, arrestato il 18 dicembre 2019 per estorsione aggravata in concorso con altri due connazionali ai danni della stessa quarantenne.
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