Il Tirreno

Prato

Tredici coppie rimandano il matrimonio: Samuele e Lisa no

di Walter Fortini
Samuele Mocciaro e Lisa Weng in Comune a Carmignano
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Samuele Mocciaro e Lisa Weng in Comune a Carmignano

Si sono sposati in Comune nonostante l'emergenza coronavirus. L'assessore: "Una cosa che scalda il cuore"

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CARMIGNANO. Era troppa la voglia di sposarsi, troppa l’incertezza di un rinvio a non si sa quando per quel virus con cui probabilmente dovremo imparare a convivere per almeno diversi mesi. E così Samuele e Lisa, giovanissima coppia di Carmignano – Samuele Mocciaro e Lisa Weng, lei di origini cinesi - giovedì 16 hanno deciso comunque di sposarsi: senza amici e parenti, solo due testimoni, ben distanti e con la mascherina tutti indosso, nel pieno rispetto dunque dei comportamenti imposti dai decreti del governo. La festa, poi, si farà quando si potrà. Il matrimonio si è svolto nella sala consiliare del palazzo comunale. E se il sorriso era celato dietro la mascherina, gli occhi erano davvero pieni di amore e felicità.

“Una cerimonia ristretta ma comunque emozionante” racconta l’assessore Tamara Cecconi che ha celebrato il rito leggendo poi una poesia del poeta libanese Kahlil Gibran. Lei che a Carmignano di sposi a nozze ne ha portati davvero tanti, in questi anni ha visto i matrimoni più curiosi, insoliti e suggestivi: coppie che si sono portate dietro i musicisti con le cornamuse dalla Scozia, riti indiani in abiti tradizionali e piedi scalzi, fedi portate da una coppia di fidi labrador. Ma anche le prime nozze al tempo del coronavirus rimarranno sicuramente nella bacheca di ricordi.

“L’essersi sposati in questo periodo così complicato, rinunciando alla presenza di amici e parenti – si sofferma l’assessore - mette in evidenza quanto davvero forte sia l’amore di questi due giovani e quanto grande il loro desiderio di diventare famiglia”. L’ha detto, durante il rito, anche alla coppia. “Un qualcosa – conclude – che scalda il cuore”.

Intanto molti altri invece hanno deciso di rimandare le nozze. Tredici coppie che si dovevano sposare tra marzo ed aprile in palazzo comunale o nelle altre location comunali possibili (sei ville e agriturismi e i giardini all’aperto della Rocca) hanno rinviato tutto in attesa che finisca l’emergenza. E poi ci sono anche i matrimoni religiosi e quelli che si sarebbero sposati altrove ma poi sarebbero venuti a festeggiare a Carmignano. Un doppio stop che naturalmente ha penalizzato anche chi su nozze e banchetti lavora, come catering e ristoranti: un’attività fiorente sul Montalbano e con idee anche curiose, come i matrimoni in vigna a cui stavano iniziando a pensare alla Villa medicea di Artimino. Nel 2010 erano stati sessantuno i soli matrimoni civili celebrati in tutta Carmignano, l’anno del sorpasso rispetto a quelli religiosi: due sedi comunali e due agriturismi allora a disposizione. L’anno scorso, nel 2019, sono stati ottantadue, comprese tre unioni civili: tredici coppie straniere, quarantacinque italiane giunte anche da fuori Toscana, ventuno i residenti. E fin da gennaio già numerose erano le prenotazioni per quest’anno: solo ad Artimino (non solo matrimoni civili) una cinquantina, tutte in buona parte già riprogrammate. Qualcuno ha spostato la data del fatidico “sì” a settembre, altri addirittura di un anno. Chi ha fissato per giugno e luglio incrocia le dita. Ma Samuele e Lisa no: loro hanno deciso che non volevano più aspettare.

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