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Legge delle minacce ai giornalisti e si abbona al "Tirreno"
Alessandro Bonacchi, attivista nelle file dell’Anpi e dell’Arci, iscritto a Rifondazione Comunista fin dagli albori: «Ogni forma di intolleranza e violenza, fisica o verbale che sia, va respinta fermamente»
«I giornalisti del Tirreno devono essere presi a bastonate». Il titolo dell’articolo on line è cronaca del 15 aprile. La minaccia di un utente su Facebook (che poi si è scusato), il clima avvelenato che trasforma i giornalisti in facile bersaglio dello stress da pandemia, i sacrifici e i rischi di chi fa informazione in questo difficile periodo. È un titolo che scuote la coscienza di Alessandro Bonacchi, attivista nelle file dell’Anpi e dell’Arci, iscritto a Rifondazione Comunista fin dagli albori. Davanti a Facebook compagno Bonacchi, uno di quelli con la falce e martello scolpita nel Dna, non ci pensa due volte: si abbona al Tirreno on line.
IL GESTO
«Per solidarietà con i giornalisti ho appena sottoscritto un abbonamento on line al Tirreno. Non mollate e continuate a informare». Classe 1977, Bonacchi soprannominato “Spippolo” (è tecnico di computer), lo scrive su Facebook. Abbonarsi gli è venuto di getto ieri mattina, quasi come una reazione istintiva. «Quell’articolo mi interessava, volevo capire come era andata l'aggressione. Così, per leggerlo mi sono abbonato. Non basta essere solidali a parole: la solidarietà va dimostrata nei fatti. L’informazione ha un valore sociale e civile ancora più forte in questo periodo e per questo deve essere sostenuta». La spesa è di 1 euro al mese, per i primi tre mesi. Insomma, si può fare. «Quell’eurino ha un valore simbolico... Ho sempre avuto rispetto per il ruolo dei giornalisti. Poi eh, mica sono sempre d’accordo con quello che scrivono. Ma ogni forma di intolleranza e violenza, fisica o verbale che sia, va respinta fermamente»
IL PRIMO ABBONAMENTO
Alessandro tiene a mente l’insegnamento di Don Milani. «Diceva che bisogna imparare a leggere la prima pagina dei giornali per essere cittadini sovrani. Ecco, in un momento storico come questo, c’è sempre più bisogno di giornalismo di qualità». Comunista con la “C” maiuscola, l'ex ragazzo di Tobbiana cresciuto alla locale casa del popolo parla di «sgretolamento in atto del sistema capitalistico». «In questo periodo il giornalismo deve essere ancora di più il cane da guardia della democrazia». E dire che quello sottoscritto è stato il suo primo abbonamento a un quotidiano on line. «Sono sempre stato affezionato al cartaceo. Al massimo, ero abbonato a riviste specialistiche come Quark o Linux Today».
I VALORI DELL’ANTIFASCISMO
La storia di Alessandro è quella di chi sta sempre dalla parte di chi subisce un torto. Come quando scende in piazza a sostegno dei lavoratori. Alessandro non ha mai perso un 25 aprile o un primo maggio sventolando le bandiere della libertà e dei diritti: con i sindacati, con i partigiani dell’Anpi. «Quest’anno sarà diverso. Non poter scendere in piazza ha il sapore di una rinuncia ancora più significativa mentre si discute di riapertura delle fabbriche. Mai come oggi serve rivendicare l’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro».
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