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Appello a Conte: «Prato deve continuare a produrre»
In gioco c’è la sopravvivenza di 6mila imprese e di 42mila addetti del tessile «La sicurezza è un valore fondamentale ma da noi i contagi sono al minimo»
PRATO. Una lettera con la firma delle tre associazioni datoriali per convincere il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a dare una chance al distretto pratese per una riapertura che, facendo salvi i requisiti di sicurezza che l’attuale situazione sanitaria impone, consenta alle 6mila imprese e ai 42mila addetti del settore tessile-abbigliamento e relativo indotto del nostro territorio di salvare la stagione produttiva e, per molte di esse, la loro stessa sopravvivenza. Confartigianato Imprese Prato, Confindustria Toscana Nord e Cna Toscana Centro si sono unite in una sola voce per portare all’attenzione del capo del governo una situazione che di giorno in giorno diventa sempre più drammatica fino a mettere a rischio la stessa sopravvivenza del distretto .
Questo è uno stralcio della lettera. «Egregio Signor Presidente del Consiglio, il settore Tessile Moda è, dopo la meccanica, la seconda industria del nostro paese. Conta su oltre 45mila imprese, 400mila addetti, un fatturato di 55 miliardi di euro, 30 miliardi di export, un saldo commerciale attivo di 10 miliardi di euro.
I suoi prodotti sono ancora oggi il vettore del gusto e dell’unicità del “made in Italy” agli occhi dei consumatori di tutto il mondo. I suoi valori poggiano su alcuni brand molto conosciuti ma soprattutto sull’operosità e sul saper fare di filiere fatte di migliaia e migliaia di piccolissime, piccole e medie imprese prevalentemente addensate in distretti industriali. Prato è, di questi distretti, il più importante. E’ il primo per concentrazione di attività tessili, il primo per concentrazione di attività nell’abbigliamento, con un cluster molto importante di aziende che producono macchine per questi settori. Oltre 6mila imprese e oltre 42mila dipendenti che rappresentano l’88% degli addetti manifatturieri locali: la colonna portante di una economia provinciale che sostiene i redditi e i consumi di 260mila residenti. Il settore Tessile Moda è fermo, Prato è completamente ferma, e si chiede e Le chiede cosa sarà del proprio futuro.
l Governo che Lei presiede annuncia con orgoglio provvedimenti eccezionali per sostenere le imprese. Questi provvedimenti sono necessari e vanno ulteriormente rafforzati ma c’è una cosa che il Governo non può fare: congelare i mercati mondiali e dire ai nostri clienti – a clienti per lo più esteri, con business globali che non tollerano incertezze, che devono salvare se stessi in una crisi che non risparmia nessuno – che devono restituirci gli ordini di una stagione che stiamo perdendo e soprattutto dir loro che devono continuare a comprare i nostri prodotti.
La sicurezza è un valore fondamentale ma è anche vero che la nostra provincia è una di quelle con i minori casi di positività nel centro nord, le nostre imprese sono piccole e con un naturale distanziamento sociale, abbiamo già adottato le misure per garantirla, siamo a disposizione per tutto quello che si riterrà di fare ancora. Signor Presidente del Consiglio, quel che non ci può essere chiesto è, allo stesso tempo, di stare chiusi a oltranza, di non avere alcuna certezza e di salvare il lavoro della nostra amata città. Le imprese alimentari sono essenziali, non c’è dubbio. Ma sono essenziali anche quelle che consentono di comprare da mangiare».
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