Il Tirreno

Prato

l’emergenza coronavirus 

A Minimoda sanificati i locali e percorsi tracciati per terra

Maria Lardara
A Minimoda sanificati i locali e percorsi tracciati per terra

Falsa partenza per le librerie ancora alle prese con mille incognite, nei negozi di abbigliamento per bambini gli abiti verranno provati dalle mamme a casa

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO

«Ma come non aprite oggi?». Lo stupore si legge negli occhi di madre e figlio piccolo con la bocca coperta dalla mascherina. Il bandone della libreria Gori è alzato. Sandra Bandini, la libraia, è dentro. Si affaccia per spiegare il perché della chiusura al pubblico dell’unica libreria indipendente. Lei che avrebbe potuto riprendere l’attività oggi. Come la mettiamo però con l’ordinanza firmata da Rossi nel giorno di Pasquetta? Rispetto delle distanze di sicurezza, obbligo di sanificazione dei locali, divisione dei percorsi di entrata e uscita. Barriere imposte ai librai nemmeno 24 ore prima della loro riapertura sancita dall’ultimo decreto del venerdì santo. «La libreria non avrebbe quell’aspetto di “salotto” e luogo di incontro - sottolinea Sandra - Dovrà avere ingressi contingentati, passaggi rapidi all’interno. Dovrò creare percorsi, sistemare in modo diverso l’esposizione e il punto cassa».

Librerie a porte chiuse. La libraia Sandra, in realtà, è dentro al lavoro. Circondata dagli scatoloni dei libri che entreranno nelle case dei pratesi. Sperimentata da venti giorni, ha successo la formula dei libri “da asporto” in quattro punti ritiro (Atipico, Il Panaio, edicola Santini e Pepolino). «La crisi durerà. Serve una riflessione su come sarà questo centro riorganizzando il commercio». Porte chiuse anche alla Feltrinelli mentre la Giunti in corso Mazzoni era alla prese con le operazioni di sanificazioni: la riapertura al pubblico è prevista per domani.

Cartolerie preziose. Il bancone è a un passo dall’unica entrata diventata quella che si affaccia su via del Pellegrino. La cartolaia Olga Bernardini fa avanti e indietro da stampante e fotocopiatrice. «Le disinfetto tutte le volte che le utilizzo – racconta la titolare di Non solo cartoleria Bruschi - La distanza di 1,8 metri non consente la vicinanza al bancone». L’effetto della riapertura è strano. «Siamo passati da un rapporto familiare con i clienti al tenerli lontano. Questa mattina ho fatto diverse fotocopie e stampato file. Non tutti hanno la stampante». E in omaggio ai clienti va una copia del modulo di autocertificazione.

L’abito si prova a casa. Il magone nel cuore Erika Bardazzi non lo nasconde. Rialza la saracinesca Minimoda di via Santa Trinita, storico negozio di abbigliamento per bambini, che si era organizzato con la vendita on line. «Avrei voluto condividere questo momento con i colleghi della strada. Mi piace pensare che queste luci siano un segnale». Tracciati per terra i percorsi di entrata e uscita, sanificati i locali. Ma la ripartenza è difficile. «Abbiamo perso la stagione: il 70% delle vendite primaverile è legato agli abiti da cerimonia». E poi c’è il nodo degli abiti e delle scarpe da far provare compatibilmente con le misure di distanziamento. «Diamo le scarpe ai genitori, li fanno provare loro in negozio ai figli - spiega Paola De Luca del negozio Primigi di via Cairoli - Riaprire queste attività non può diventare una scusa per passeggiare con i bambini. Anche perché le prove dei vestiti avvengono solo a casa: al rientro in negozio li sanificheremo con il vapore». Con l'abbigliamenti dei piccoli, insomma, è complicato. Lo sanno bene al negozio Babylon Bus Casa che ha riaperto solo con il reparto bambini. «Fatta la sanificazione - osserva la titolare Elisabetta Trilli - Ma dove sono i bambini in giro?». —

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web