Il Tirreno

Prato

UN BALLETTO DI CIFRE SENZA SPIEGAZIONI

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Coi morti non si scherza. L’abbiamo scritto lunedì e tocca ripeterlo. Non si scherza coi morti e nemmeno coi malati, soprattutto ora che purtroppo sono diventati pane quotidiano per le cronache e riempiono il discorso pubblico. Eppure, non solo alle vittime del coronavirus è toccato di diventare numeri, ma anche numeri sbagliati. Sono quelli che ogni giorno forniscono, nel pomeriggio e in serata, prima la Regione e poi l’Asl Toscana Centro. In questi 40 giorni di epidemia non è mai successo che dessero le stesse cifre. Mai. Nemmeno per sbaglio.

All’inizio si è pensato fosse un problema di rodaggio, poi ci si è accorti che la Regione dava quasi sempre un numero di casi positivi al Covid-19 più alto di quello dell’Asl. Si è provato a chiedere una spiegazione, che però non è arrivata. Ci hanno provato consiglieri regionali e parlamentari, a Palazzo Panciatichi e a Montecitorio. Niente. Il 1° aprile la Regione ha comunicato 32 nuovi contagi a Prato e poche ore dopo l’Asl ne ha contati 12. Si è pensato a un pesce d’aprile. Negli ultimi giorni c’è stato un rovesciamento: per motivi che sfuggono, è la Regione che comunica un numero minore di casi. Ma, si badi bene, i due totali non si avvicinano.

A un certo punto i sindaci si sono accorti che c’era una differenza di almeno 80 unità tra i casi positivi della Regione e quelli dell’Asl. Non era un problema di poco conto, perché tocca proprio ai sindaci far rispettare la quarantena ai positivi, e se ne mancavano 80 all’appello non si sapeva chi andare a controllare, a quali porte bussare. Anche qui, nessuna spiegazione.

Ed è questo che stupisce e indigna. Che due entità importanti come Regione e Azienda sanitaria, la seconda di fatto espressione della prima, non abbiano sentito il bisogno di rendere conto, non tanto e non solo ai giornali ma ai cittadini che quei giornali leggono, di questo imbarazzante balletto di cifre. È come se una di queste sere il premier Conte si presentasse in Tv e annunciasse una manovra da 400 miliardi e poi arrivasse il ministro dell’Economia e dicesse che la manovra è di 40, che era saltato uno zero. Uno dei due se ne andrebbe a casa, o forse entrambi.

Va detto che il problema non riguarda la sola Asl Toscana Centro (per Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli) ma anche le altre due Aziende sanitarie regionali, come se la mano sinistra non sapesse che cosa fa la mano destra. E il problema non riguarda solo il numero di casi positivi al coronavirus ma anche il numero delle vittime. Alcune semplicemente non vengono comunicate e sono gli stessi parenti (è successo lunedì a Prato) a chiamare i giornali per avvertire che già da alcuni giorni hanno perso un loro caro a causa del virus. Altri morti spuntano a distanza di settimane. Ieri, per dire, in Toscana se ne sono aggiunti 19 che erano stati dimenticati. Forse la cosa migliore sarebbe che la Regione e le Asl si mettessero d’accordo per dare una sola comunicazione. Possibilmente coi numeri esatti. —

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