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Rosati: «Siamo pronti ad andare dal prefetto e a bloccare la 325»
PRATO
La raccolta di firme che sta animando il mondo tessile pratese per chiedere alle istituzioni la riapertura delle industrie prosegue su Change.org #illavoroèsalute ed è arrivata ad oltre 2.400 sottoscrittori.
«Per essere un’idea lanciata di notte attingendo alla rubrica di whatsapp sta andando molto bene – dice il promotore Roberto Rosati, ex presidente di Pratotrade e titolare di Fortex – e tra le tante firme raccolte ci sono insieme quelle si imprenditori e dipendenti, tutta gente che vuol tornare a produrre perché sa di poterlo fare in piena sicurezza». Perché questa urgenza? «Altri settori sembrano avere meno fretta. O meno coraggio nell’avanzare proposte – continua Rosati – Bisogna avere il coraggio di dire, anche a chi comanda dall’alto, che il tessile è stagionale. I “paracadute” come la cassa integrazione o i prestiti non serviranno a nulla se perdiamo un’intera collezione. Siamo un settore che se perde un giro poi fa fatica a rientrare in gioco». Quindi ci saranno altre iniziative visto che subito dopo Pasqua la filiera tessile non riaprirà? «Sta per succedere un disastro e qualcuno non l’ha compreso – continua Rosati – Si sono creati due gruppi che mettono insieme imprenditori, artigiani e dipendenti. Il primo ha l’intenzione di fare una dimostrazione pacifica quando si insedierà il nuovo prefetto di Prato e l’altro è pronto ad atti forti come sdraiarsi sui binari o bloccare la 325. Il nostro è un distretto e anche se dovessero chiudere il 10% delle aziende a catena il 40% delle attività produttive si fermerebbe con perdita di lavoro per decine di migliaia di persone e famiglie». —
Vezio trifoni
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