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Il tessile non riapre: "Andiamo dal prefetto e blocchiamo la 325"
Prato, prosegue la raccolta di firme promossa dall'imprenditore Roberto Rosati: è arrivata a 2.400 sottoscrizioni
PRATO. Il distretto tessile per ora non riapre, dopo l'ultimo decreto del governo che ha disposto la ripartenza di alcune attività a partire dal 14 aprile. Tra queste non figurano quelle tessili. Intanto la raccolta di firme che sta animando il mondo tessile pratese per chiedere alle istituzioni la riapertura delle industrie prosegue su Change.org #illavoroèsalute ed è arrivata ad oltre 2.400 sottoscrittori.
«Per essere un’idea lanciata di notte attingendo alla rubrica di whatsapp sta andando molto bene – dice il promotore Roberto Rosati, ex presidente di Pratotrade e titolare di Fortex – e tra le tante firme raccolte ci sono insieme quelle si imprenditori e dipendenti, tutta gente che vuol tornare a produrre perché sa di poterlo fare in piena sicurezza». Perché questa urgenza? «Altri settori sembrano avere meno fretta. O meno coraggio nell’avanzare proposte – continua Rosati – Bisogna avere il coraggio di dire, anche a chi comanda dall’alto, che il tessile è stagionale. I “paracadute” come la cassa integrazione o i prestiti non serviranno a nulla se perdiamo un’intera collezione. Siamo un settore che se perde un giro poi fa fatica a rientrare in gioco». Quindi ci saranno altre iniziative visto che subito dopo Pasqua la filiera tessile non riaprirà? «Sta per succedere un disastro e qualcuno non l’ha compreso – continua Rosati – Si sono creati due gruppi che mettono insieme imprenditori, artigiani e dipendenti. Il primo ha l’intenzione di fare una dimostrazione pacifica quando si insedierà il nuovo prefetto di Prato e l’altro è pronto ad atti forti come sdraiarsi sui binari o bloccare la 325. Il nostro è un distretto e anche se dovessero chiudere il 10% delle aziende a catena il 40% delle attività produttive si fermerebbe con perdita di lavoro per decine di migliaia di persone e famiglie».
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